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	<title>Claudia Castaldi &#187; ricetta</title>
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	<description>Claudia Castaldi, alias Pyondi, è una fotografa biondina e confusamente food stylist. Visibilmente toscana, instancabilmente foodie  Laureata in fotografia- Facoltà di Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze, vive e lavora come freelance a Milano dal 2005.  Attualmente fotografa e foodstylist a tempo pieno,  collabora con agenzie, case editrici, chef e catering per documentare eventi e realizzazioni di ricette.  Sempre in viaggio, scrive, guarda e mangia, inseguendo quello che realmente succede fuori e dentro la cucina: la fatica, lo stress, le risate, la rabbia… la gente si incontra, nascono o si tramandano storie, segreti, pettegolezzi, dove ci si ritrova anche da soli a prendersi cura di sè, per raccontare e raccontarsi.  I blog di riferimento:  www.claudiacastaldi.com come personalissima esperienza legata alla cucina  www.tourdefork.net dove il cibo è il legame e veicolo tra creatività, società e cultura.</description>
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		<title>Pan per Focaccia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 08:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Problemi di surriscaldamento? Il forno è ottimo per questo&#8230; Oggi è di quelle belle giornate inutili dove non c&#8217;è niente da fare, se non aspettare che si asciughi lo smalto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Problemi di surriscaldamento?<br />
Il <strong>forno</strong> è ottimo per questo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2553"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi è di quelle belle giornate inutili dove non c&#8217;è niente da fare, se non  aspettare che si <em>asciughi lo smalto su mani e piedi</em>, un pomeriggio <strong>lungo  quanto un giorno senza pane.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Manco a dirlo l&#8217;inverno è passato: il cambio armadio è già stato fatto, a maggio ho piantato pomodori e zucchine ed ho tirato fuori dal ripostiglio il tritaghiaccio in vista dei primi <em>smoothies.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Parrebbe tempo d&#8217; estate&#8230;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sarà mica un po&#8217; di caldo a placare la mia <a href="http://www.claudiacastaldi.com/blog/2009/03/pane-sesamo/" target="_blank">irrefrenabile passione del panificare</a>?</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono gli ultimi istanti, le ultime occasioni prima che l&#8217;afa meneghina mi faccia passare definitivamente la voglia di cucinare. <em><br />
Ché non vogliamo spara&#8217; le ultime cartucce??</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ignoro cosa sia un carburatore,  mi scordo sempre di dividere i bianchi dai colorati e riesco a far morire persino le piante grasse.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ho il <strong><em>pollice dolce</em></strong>, datemi un grammo di farina e la farò <strong>lievitare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2559" title="mix" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/05/mix1.jpg" alt="" width="500" height="745" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il  forno poi, ha un potere terapeutico: anche solo il <strong>rumore della  ventola</strong> appena acceso&#8230; ha l&#8217;effetto di un <strong><em>mantra</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni ricetta da forno, prevede un <strong>infornare a preriscaldato</strong>. Quindi si ipotizza che almeno metà della preparazione del <em>piatto</em> venga fatta con il <strong>forno acceso in sottofondo</strong> che inizia a riscaldarsi.<br />
Oggi ho capito perchè.<br />
La <em>disciplina zen </em>dell<a href="http://www.claudiacastaldi.com/blog/2009/03/pane-sesamo/" target="_blank">&#8216;impastare</a> è da accompagnarsi al <strong>suono del forno</strong>, <em>come le campane tibetane durante le preghiere</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel suono cupo, sordo, profondo. Altro che il <strong>forno a microonde</strong> o qualche macchina per il pane.</p>
<p style="text-align: justify;">Mai provato a cucinare da soli, per <strong>noi stessi </strong>e nessun altro, solo per il nostro prezioso diletto? In questi casi, il forno è meglio della radio.<br />
<strong>La ricetta</strong>? E che ne so&#8230; si vanno a perdere nella notte dei tempi. La verità di questo <strong>pane al rosmarino e uvetta</strong> è che oramai lo faccio ad occhio: i polpastrelli per sentire la giusta consistenza, il naso per la cottura.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesti certi, silenziosi e continui che si sbagliano solo quando ci si ferma  a pensare. Poi comunque vada, c&#8217;è sempre l<em>a telefonata a casa</em>:<strong> lei sa sempre tutto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Mentre aspetto accanto al forno in cucina, con una <strong>birra gelata</strong> e i piedi sul piolo della sedia, mi do lo smalto e ripenso a questo forno.<br />
Passo in rassegna tutti gli esperimenti, prove, fallimenti e tentativi..</p>
<p style="text-align: justify;">Fare il pane un pomeriggio di giugno?<br />
<strong>Climaticamente impegnativo. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ah ma so che ci ricadrò, come potrei mai resistere&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>La calçotada popular</title>
		<link>http://www.claudiacastaldi.com/blog/2009/06/calcotada-popular/</link>
		<comments>http://www.claudiacastaldi.com/blog/2009/06/calcotada-popular/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 11:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appagate i vostri sensi perdendovi per le strade di Barcellona. Ancora Barcellona, sorprese e stupore nel vagabondare senza meta per le strade della città. Fortemente sconsigliato il pianificare e organizzare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Appagate i vostri sensi perdendovi per le strade di <strong>Barcellona</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1731"></span>Ancora Barcellona, sorprese e stupore nel <strong>vagabondare</strong> senza meta per le strade della città. Fortemente sconsigliato il pianificare e organizzare cosa c&#8217;è da <em>fare e vedere</em>. Meglio cimentarsi in un<strong> serio e costante peregrinare</strong>, per lasciarsi travolgere dagli eventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Difatti qui è sempre tutto imprevedibile, se non mi fossi  <strong>trascinata a caso </strong>per le vie,  me lo sarei proprio perso. <em><br />
Ah beato girovagare</em>!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1744" title="barcelona" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_2731.jpg" alt="barcelona" width="450" height="300" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1746" title="preparando" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_2746.jpg" alt="preparando" width="450" height="305" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1748" title="Calçotada" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_2756.jpg" alt="Calçotada" width="450" height="301" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una mattina, sperimentando le strade intorno a casa, segnale di <strong>brace </strong>e avvisaglie di <strong>vociare </strong>dal fondo della via.</p>
<p style="text-align: justify;">In modo del tutto inconsapevole e innocente, stavo andando incontro ad una delle <strong>tradizioni più diffuse e famose in tutta la catalogna</strong>, un rituale stagionale che unisce e riunisce: cultura popolare, cipolle e mangiare in strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi avvicino lentamente e <strong>nuvole di fumo</strong> bianco e fragrante mi avvolgono e si alzano in cielo: <strong><em>habemus cipolle alla brace!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Inebriante richiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mai sentito parlare della<em><strong> La Calçotada Popular</strong></em>?<br />
<strong>Questa è la mia prima volta.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>&#8220;&#8230;.Tipo dei <strong>cipollotti</strong> cucinati alla brace&#8230;&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Detta così non fa un grande effetto. Ma per chi come me, fa parte dei devoti a <em>Nostra Signora Cipolla</em>, anche solo valutare la possibilità improvvisa di gustare <strong>cipolle alla brace</strong> in strada, con una bolgia di <em>perfetti e spagnoli</em> sconosciuti&#8230;. beh, ha del <em>meraviglioso.</em></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1745" title="Calçotada" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_2734.jpg" alt="Calçotada" width="450" height="591" /></p>
<p style="text-align: justify;">Appagnate i sensi con questa <strong>strana gioia di cucinare insieme per strada</strong>, lo strabordante cibo di quando si mangia in tanti per una festa, la lunga fila di tavoli di plastica bianca direttamente in strada, <strong>le reti dei letti </strong>trasformati per l&#8217;occasione in enormi e perfette griglie. Si<strong> gozzoviglia tutti insieme</strong>, tra birra e brace.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Cipolla</strong></em> è l&#8217;ingrediente, il collante di questa occasione. Mai più senza. Prevedibile? Esiste nella vita reale o immaginaria qualcosa di più<strong> economico, saporito</strong> e <strong>reperibile</strong> della suddetta cipolla? Osannata dalle cucine tradizionali, ha adepti in tutto il mondo poichè coltivata ovunque.</p>
<p>Quindi<strong> evviva la cipolla e i suoi <em>fratelli tutti.</em></strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1750" title="preparando" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_2764.jpg" alt="preparando" width="450" height="674" /></p>
<p style="text-align: justify;">Preparare, guardare, chiaccherare, bere, cucinare, mangiare:<strong> ognuno ha il suo preciso compito</strong>. Anima e corpo intrisi di <strong>fumo e birra</strong>, mani e braccia <strong>nere di cenere</strong>, gli<strong> odori </strong>e le <strong>facce</strong> nuove: di nuovo <strong>magia di mangiare in strada. </strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1751" title="aspettanto" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_2766.jpg" alt="aspettanto" width="450" height="668" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ma di preciso, cosa sono questi <em><strong>calçots?</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Cipolle </strong></em>fresche, coltivate in modo particolare, perfette per lo scopo della giornata: cotte intere, sulla brace, per una eccellente <strong>grigliata <em>vegetariana</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho visto questi cipollotti uscire dal fuoco <strong>coperti di cenere</strong>, ancora <strong>caldi e  fumanti.</strong> Ho ammirato il poderoso atto di eroismo maschile (detto probabilmente testosterone o <em>gagaronaggine</em>) dello <strong>sbucciarli a mani nude.</strong> La delizia si compie tuffandoli nella <em><strong>Salsa Romescu, </strong></em>sempre in assoluto rispetto della tradizione locale.<em><strong> </strong></em>Questa salsina è a base di mandorle, pomodoro, aglio, peperoni e naturalmente fiumi d&#8217;olio.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1749" title="preparando" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_2758.jpg" alt="preparando" width="450" height="674" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco tosto la ricetta e il <em>modus operandi</em> per realizzare una perfetta <strong>calçotada popular,</strong> estrapolata da rare e impagabili coversazioni in lingua ignota, tra lo spagnolo il portoghese e l&#8217;italiano.</p>
<h3>Calçotada e Salsa Romesco</h3>
<ul>
<li>cipollotti spessi 1 decina</li>
<li>sale</li>
<li>pepe</li>
</ul>
<p>per la salsa</p>
<ul>
<li>pomodoro 3 maturi</li>
<li>pane raffermo 2 fette</li>
<li>aglio 3 spicchi</li>
<li>peperoni rossi 2 grandi</li>
<li>mandorle 20-25</li>
<li>aceto 2 cucchiai</li>
<li>olio extra vergine 6 cucchiai</li>
<li>sale</li>
<li>pepe</li>
<li>paprika forte</li>
<li>acqua</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">30 minuti di cottura alla griglia per le cipolle. Nel frattempo preparare la salsa. Abbrustolire pane, aglio pomodoro e peperoni, tostare le mandorle in una padella antiaderente. Ammollare il pane in acqua e aceto. In un frullatore o in un mortaio (a seconda della vostra pazienza) mettere tutti gli ingredienti, aggiungendo paprika, sale e pepe. Mescolando aggiungere olio fino ad ottenere un composto fluido e liscio, senza grumi.<br />
Appena trascorsi i 30 minuti di cottura cipolle, taglaite gli estremi dei filamenti della radice e iniziate a sbucciarli eliminando la parte esterna, carbonizzata.<br />
Ancora caldi, tuffateli nella salsa tiepida. Mangiare con le mani.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1752" title="aspettanto" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_2769.jpg" alt="aspettanto" width="450" height="677" /></p>
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		<title>Pane per i propri denti</title>
		<link>http://www.claudiacastaldi.com/blog/2009/03/pane-sesamo/</link>
		<comments>http://www.claudiacastaldi.com/blog/2009/03/pane-sesamo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 12:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Buono come il pane? Beh, facile. Alzi la mano a chi non piace il pane. A volte non c&#8217;è un motivo, non è che si deve sempre spiegare tutto. Ci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Buono come il <strong>pane</strong>? Beh, facile. Alzi la mano a chi non piace il pane.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-1343"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A volte non c&#8217;è un motivo, non è che si deve sempre spiegare tutto. Ci sono cose dirette, che si capiscono al volo.<br />
<strong>Immediate</strong>.<br />
Come il <strong>pane</strong> appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Alzi la mano  a chi non piace il pane. Così semplice, essenziale ma di sostanza, facile da apprezzare. Poi <strong>farlo bene</strong>, è tutta un&#8217;altra storia. Mica riesce a tutti. Dopo mesi e mesi di strenuo allenamento, forse ho trovato il <em>pane per i miei denti</em>.<br />
Informazioni rubate, interviste surreali ed estemporanee a <strong>panettieri</strong> che mi guardavano sbalorditi, mentre sbirciando cercavo di cogliere il segreto effimero del loro <strong>panificare</strong>&#8230; una vera e propria <em>redenzione</em> il panificare.</p>
<p style="text-align: justify;">Impasti, attendi, inforni, aspetti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1353" title="panini" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/03/_mg_0740.jpg" alt="" width="400" height="556" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">Panini sesamo e semi di papavero</h3>
<ul>
<li>farina 500g</li>
<li>olio 1/2 bicchiere</li>
<li>acqua 200g</li>
<li>lievito di birra 25g</li>
<li>sale 2 cucchiaini</li>
<li>zucchero 2 cucchiaini</li>
<li>uovo 1</li>
<li>sesamo (personale)</li>
<li>semi di papavero (personale)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Disporre la farina a fontana, nel centro sciogliere il lievito con 1/2 bicchiere d&#8217;acqua tiepida e due cucchiaini di zucchero. Aggiungere due cucchiai d&#8217;olio, sale e iniziare a impastare aggiungendo olio e acqua. Continuare a impastare energicamente, piegando e ripegando la pasta, per una ventina di minuti, fino ad ottenere un panetto omogeneo, morbido ed elastico. Dividere in 4 pagnotte, lasciarle riposare coperte con un canovaccio e al buio per almeno due ore. Quando saranno lievitate (almeno il doppio) rilavorare i panetti per una decina di minuti,  e lasciare lievitare coperte per una mezzora. Prima di infornare, spennellare le pagnotte con l&#8217;uovo sbattuto e cospargere di sesamo o semi di papavero. Infornare a preriscaldato per 40 minuti a 180°.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1350" title="impasto" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/03/_mg_0642.jpg" alt="" width="400" height="540" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Il profumo sale.<br />
Aspetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo odore di pane e lo scricchiolare della <strong>crosta</strong> e delle <strong>briciole</strong>, pur essendo inebriante, non stordisce e rende leggeri come quello del cioccolato o dei dolci, anzi. Ti mette coi piedi bene in terra, ti <strong>schiarisce le idee</strong> e la testa, ti da la forza atavica di una ritualità del passato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Fare il pane</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come una strega che gira il mestolo nel pentolone per vedere il futuro, interrogando l&#8217;oracolo, <strong>io faccio il pane</strong>. Mi concentra, mi rilassa.<em><br />
Impastare, piegare, ripiegare.</em><br />
Raccolgo le forze e faccio chiarezza, <strong>filtro i pensieri</strong>, le idee se ne vanno a posto ordinatamente nel cassettino giusto, rassetto e riordino la mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Meglio di un sudoku da mangiare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1349 aligncenter" title="panini" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/03/_mg_0723-2.jpg" alt="" width="400" height="547" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Era inverno&#8230;</title>
		<link>http://www.claudiacastaldi.com/blog/2009/03/muffin-orzo/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 07:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;e in realtà lo è ancora. Ma un anno fa, il primo post su questo food blog. Festeggiando a suon di muffin! Il primo post non si scorda mai? E ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">&#8230;e in realtà lo è ancora.<br />
Ma un anno fa, il primo post su questo <em>food blog</em>. Festeggiando a suon di <strong>muffin</strong>!</p>
<p><span id="more-1325"></span></p>
<p style="text-align: center;">Il primo post non si scorda mai?<br />
E invece io l&#8217;ho scordato.<br />
Ma come è potuto accadere?<br />
Vergona eh</p>
<p style="text-align: justify;">Quale migliore occasione per dilettarsi, in ritardo, in un nuovo esperimento di <strong>muffin</strong>? Un lurido febbraio, traboccante di frittele e nuovi sapori non fermerà la produzione inverale di muffin.</p>
<p style="text-align: justify;">Fa freddo, l&#8217;inverno sembra non passare, anche se&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1327 aligncenter" title="Muffin orzo" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/03/_mg_9198.jpg" alt="" width="400" height="521" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Mancano le coccole del sole la mattina e quella sensazione di dolce spossatezza delle lunghe giornate primaverili. Quello che serve è  zenzero, nuovo amore, nuovi sapori e tanto zucchero.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;">
<h3 style="text-align: justify;">Muffin orzo e marmellata di prugna</h3>
<ul>
<li>farina 300g</li>
<li>uova 3 intere</li>
<li>zucchero 200g</li>
<li>orzo solubile da 50g a 100g</li>
<li>burro 100g</li>
<li>lievito vanigliato 1 bustina</li>
<li>sale un pizzico</li>
<li>zenzero qb</li>
<li>marmellata di prugne</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In un capiente e bel mixer mettere tutti gli ingredienti, schiacciare ON e aspettare che il composto assuma una consistenza omogenea, fluida ma non troppo. La variabile <em>orzo</em> va un po&#8217; a gusto personale. Per me, più è sempre meglio. Versare negli stampi preferiti fino a poco sopra la metà, infornare a preriscaldato e molto ventilato 180° per 20-30 minuti. Mangiare ancora tiepidi accompagnati o farciti con marmellata di prugna.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-1329" title="muffin e marmellata" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/03/_mg_9204.jpg" alt="" width="400" height="520" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si diceva nuovi sapori. Insolita allenza questa di orzo e zenzero. Morbidi e croccanti si legano bene con la prugna. Deliziosa colazione stamattina,  ottima per festeggiare e per tracciare i buoni propositi del nuovo anno di <strong>food blog </strong>che si sta aprendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Era inverno, forse è passato. In maniera del tutto inaspettata sta uscendo anche un po&#8217; di sole. Bene bene bene!<br />
Far presto e far bene.</p>
<p>Che sia il momento di abbandonare cappotto e sciarpa?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anno nuovo, muffin nuovi.</strong></p>
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