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	<title>Claudia Castaldi &#187; miele</title>
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	<description>Claudia Castaldi, alias Pyondi, è una fotografa biondina e confusamente food stylist. Visibilmente toscana, instancabilmente foodie  Laureata in fotografia- Facoltà di Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze, vive e lavora come freelance a Milano dal 2005.  Attualmente fotografa e foodstylist a tempo pieno,  collabora con agenzie, case editrici, chef e catering per documentare eventi e realizzazioni di ricette.  Sempre in viaggio, scrive, guarda e mangia, inseguendo quello che realmente succede fuori e dentro la cucina: la fatica, lo stress, le risate, la rabbia… la gente si incontra, nascono o si tramandano storie, segreti, pettegolezzi, dove ci si ritrova anche da soli a prendersi cura di sè, per raccontare e raccontarsi.  I blog di riferimento:  www.claudiacastaldi.com come personalissima esperienza legata alla cucina  www.tourdefork.net dove il cibo è il legame e veicolo tra creatività, società e cultura.</description>
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		<title>Intermezzo di Tortine noci e frutta</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 12:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La calma prima della tempesta. Celebrando l&#8217;avvento dell&#8217;autunno, prima di tuffarsi in vellutate di zucca e zuppe perlate, è arrivato il momento di riappropriarsi del proprio forno. Alla ricerca della ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2082" title="back for food" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/10/MG_4338.jpg" alt="back for food" width="450" height="667" /></p>
<p>La calma prima della tempesta.<br />
<span id="more-2074"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Celebrando l&#8217;avvento dell&#8217;autunno, prima di tuffarsi in <em>vellutate di zucca</em> e <em>zuppe perlate</em>, è arrivato il momento di <strong>riappropriarsi del proprio forno</strong>.</p>
<p>Alla ricerca della <strong>ricetta veloce ed indolore</strong> di sicura riuscita, che tenga alto umore ed autostima, prima di cimentarsi nei classici virtuosismi invernali con imprevedibili risultati.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2084" title="back for food" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/10/MG_4356.jpg" alt="back for food" width="450" height="676" /></p>
<p style="text-align: justify;">Settembre dei buoni propositi è volato via, avanti quindi: è tempo finalmente di sporcarsi le mani. Che <a href="https://www.silikomart.net/_portal/naviga/index_silikomart_net_it.php" target="_blank">questo</a><em> </em> stampo <em>incriminato</em> mi sia d&#8217;ispirazione.<br />
A occhi chiusi: <strong>tortine di frutta</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nessun dubbio o incertezza. Si, proprio tortine.</p>
<p style="text-align: justify;">Servono banalmente <strong>pasta sfoglia</strong>, fiumi di <strong>miele</strong>, ovviamente<strong> mele</strong>, magari anche <strong>susine</strong> e sicuramente <strong>noci</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2075" title="miele" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/10/MG_4320.jpg" alt="miele" width="450" height="675" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">Ingredienti x 4 persone</h3>
<ul>
<li>pasta sfoglia 1 confezione</li>
<li>mele 1 grande</li>
<li>susine 2 piccole</li>
<li>miele</li>
<li>noci &#8211; de gustibus</li>
<li>zucchero di canna &#8211; de gustibus</li>
<li>cannella qb</li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;">preparazione</span></p>
<ol>
<li>Lavare bene la frutta (considerando che non andrà sbucciata) tagliarla a pezzettini a piacere ma mantenendo la stessa grandezza.</li>
<li> Sbriciolare le noci sgusciate.</li>
<li> Aprire la confezione di pasta sfoglia già stesa.</li>
<li> Foderare gli stampini con la pasta e bucherellarla con la forchetta.</li>
<li> Per ogni stampino: un cuchiaino di miele, frutta e noci a piacere. Far aderire bene la frutta alla base di miele e pasta.</li>
<li> Cospargere con cannella e soprattutto un po&#8217; zucchero di canna per fare la <em>crosticina</em>.</li>
<li> In forno preriscaldato a 180° per 15-20 minuti.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Quando il profumo sale nell&#8217;aria, <strong>attenzione</strong>: il limite tra croccante e bruciato è davvero sottile quando si parla di pasta sfoglia. <strong>Impagabile</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2078" title="back for food" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/10/MG_4318.jpg" alt="back for food" width="450" height="669" /></p>
<p style="text-align: justify;">Capitolazione, <em>attimo di debolezza</em>? Invece della cannella potrebbe essere <strong>cacao</strong>, oltre alle noci forse <strong>mandorle</strong>? Beh, dispiace quasi ammetterlo ma <em> la pasta sfoglia già stesa</em> è puro <strong>riscatto e affrancamento</strong>. Il pasticcere latente del nostro inconscio vive di <em>strudel ed <strong>emancipazione</strong></em>. Doppio vantaggio che ti lascia quasi in dovere di strafare vista l&#8217;efficienza e la certezza dell&#8217;esito finale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;insostenibile <em>leggerezza </em>della pasta sfoglia è un dato di fatto aihmé: la pesantezza del dopo, di quando oramai è troppo tardi e credevo fosse più facile oddio io non volevo ho esagerato ecco lo sapevo.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione?<br />
Il macigno della <em>sonnolenza digestiva</em> è controllabile e contenibile attraverso un pratico espediente, dato dalla saggia e recidiva esperienza: le <strong>micro-tartine</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2080" title="back for food" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/10/MG_4324.jpg" alt="back for food" width="450" height="618" /></p>
<p>Allora è qui che <a href="https://www.silikomart.net/_portal/naviga/index_silikomart_net_it.php" target="_blank">questo</a><em> </em> stampo fa la differenza: <em>tartine mignon hanno senso di esistere. Piccole</em> ma grande abbastanza per deliziare i sensi e non quelli di atavici dell&#8217;innata colpa.</p>
<p>Ammetiamolo, chi si diletta in tali ricette non si esaurisce ad un assaggio, anzi. La gioia sta tutta nel poter fare <strong>bis e tris, </strong>indipendentemente dalla portata della prima porzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come in un perfetto test psicologico, si cade e si ricade: se come me fate parte del profilo <span style="text-decoration: underline;">A) Cogli la prima</span> questa è la ricetta che fa per voi, pronta ad allietare <strong>le prime colazioni autunnali. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Altrimenti,  largo ai <em>reconditi e lussuriosi ingredienti </em>per dare <em>il colpo di stile inconfondibile</em> a queste semplici <strong>tortine di frutta</strong>. Fatta<em> la base,</em> tutto il resto è in discesa.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2083" title="back for food" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/10/MG_4348.jpg" alt="back for food" width="450" height="627" /></p>
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		<title>Le memorie di una Crostata Farro e Pere</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 09:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dolci reminiscenze culinarie: questa è un&#8217;altra che fa sbavare. Anche se fortunatamente un sano e costante cinismo mi pervade, disgraziatamente quando parlo di cucina si mescolano ricordi e sensazioni che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dolci <strong>reminiscenze culinarie</strong>: questa è un&#8217;altra che fa sbavare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1679"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche se fortunatamente un <strong>sano e costante</strong> cinismo mi pervade, disgraziatamente quando parlo di cucina si mescolano <strong>ricordi e sensazioni </strong>che trasudano metafisico. L&#8217;inarrestabile emergere di <strong>cimeli di infazia</strong> più o meno comprensibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso vuole che la mia <strong>infanzia gastronomica</strong> (e non solo) girasse intorno al <strong>tavolo di marmo</strong> in cucina di<em> mammà</em>: freddo d&#8217;estate, caldo d&#8217;inverno. <strong>Enorme e bianco</strong>, nel centro della stanza con le <strong>gambe grosse e pesanti</strong> di legno, <strong>scorticato</strong> dal felino dilettarsi nell&#8217;arrotaggio artigli.</p>
<p style="text-align: justify;">Mani appiccicose di <strong>miele</strong>, serissimi esperimenti scientifici di <strong>glassa e colla di farina</strong>, indomabile <strong>pasta di sale</strong>, bottiglie e bicchieri come teorici ma inabili <strong>mattarelli estemporanei</strong>, stampini e timbri intagliati in <strong>patate colorate e sughero sbruciacchiato</strong>, enormi <strong>grembiuli</strong> fascianti. E noi li, in piedi o in ginocchio sulle<strong> sedie impagliate</strong> per arrivare al tavolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco il <strong>cimelio gastronomico</strong>. Tra tutte le varie ed eventuali <strong>sperimantazioni</strong> del caso, questa <strong>reminiscenza</strong>. Le <strong>pere</strong>, ruvidine e granulone, morbido contrasto tra buccia e polpa, la <strong>frolla di farro</strong> con quel sapore inconfondibile di<strong> casa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1675" title="crostata farro e pere" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_4209-2.jpg" alt="crostata farro e pere" width="450" height="564" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sguardo serio e deciso, imbrattarsi e impolverarsi, <strong>affogare nella farina</strong> oramai incontenibile e autonoma, le <strong>mani di mamma</strong> sul tavolo di marmo che mi aiutano a impastare. Poi  <strong>faccia riflessiva</strong> spalmata allo sportello del<strong> forno,</strong> con il<strong> tic tac</strong> del timer come fosse un orologio a pendolo.</p>
<p>Tic tac tic tac tic tac&#8230;&#8230;..</p>
<p>Quanto manca?<br />
Posso mangiarlo<strong> subito</strong>, vero?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Domani.</em></p>
<p>Prego? Ma siamo impazziti???<br />
Maledizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Agonia di zucchero che volteggia tra le stanze, detta anche <em><strong>l</strong></em><strong><em>a tradizione vuole che si possa mangiare solo il giorno dopo. </em></strong> Di girare per casa, facendo finta di niente, col profumo che si diffonde e si sparge.<strong> Leccherei </strong>anche le tende intrise di vaniglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Merenda eh.<br />
Mica te lo dicono che stai preparando merenda si, ma del giorno dopo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1678" title="closeup" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_423122.jpg" alt="closeup" width="450" height="587" /></p>
<h3>Pasta frolla di farro</h3>
<p>* farina di farro integrale 150g<br />
* amido di mais 50g<br />
* farina 00 50g<br />
* zucchero di canna 80g<br />
* margarina vegetale 100g<br />
* vanillina 1 bustina<br />
* sale un pizzico<br />
* lievito 1/2 bustina<br />
* acqua qb</p>
<p style="text-align: justify;">Setacciare le farine e il lievito, unirle con lo zucchero e sale, disponendole a fontana. Al centro spezzettare la margarina (ammorbidita a temperatura ambiente)  e iniziare ad impastare. Eventualmente aggiungere un po&#8217; d&#8217;acqua se il composto risultasse troppo duro o poco elastico. Raggiunta la giusta compattezza, avvolgere l&#8217;impasto con della pellicola e lasciarlo riposare in frigo per un&#8217;ora.</p>
<h3>Per il ripieno</h3>
<p>* pere 4 piccole<br />
* marmellata prugne 4 cucchiai<br />
* acqua 1 cucchiaio<br />
* miele 1 cucchiaio<br />
* cannella qb<br />
* zenzero qb</p>
<p style="text-align: justify;">Lavare bene le pere, tagliarle a fettine (non sbucciare!) e pulirle dai semi. Scottarle in padella con un cucchiaino di miele per un minuto a fuoco vivo. In un pentolino sciogliere a fuoco basso la marmellata con l&#8217;acqua fino a quando non risulti un composto fluido e omogeneo. Lasciare raffreddare.</p>
<h3>Crostatine di farro e pere</h3>
<p>procedimento:</p>
<p style="text-align: justify;">Stendere col mattarello l&#8217;impasto che era a riposare in frigo. La pasta non deve essere più alta di 0,5 cm. Adagiarla nello stampo imburrato e infarinato in modo omogeneo. Bucherellare il fondo con una forchetta e infornare per 10 minuti a preriscaldato 180°c. Appena il timer smette di ticchettare, estrarre le tortine dal forno, un cucchiaio di marmellata a testa ben spalmato e sopra 4-5 fettine di pera. Rimettere in forno per altri 10 minuti. Appena pronti, quando saranno belli dorati e profumati, spolverare con zenzero e cannella a piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sevire e mangiare il giorno successivo. Chi ce la fa, mi dica come si fa.<br />
<strong>Ella fu, siccome immobile&#8230;.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1677" title="crostata farro e pere" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2009/05/_mg_42261.jpg" alt="crostata farro e pere" width="450" height="665" /></p>
<p>Questa ricetta va dritta dritta a partecipare al <a href="http://www.untoccodizenzero.it/index.php/collaborazioni/cookbook/inventa-la-ricetta-e-potrai-vincere-un-libro-di-guido-tommasi/#comments" target="_blank">concorso</a> <strong>Inventa la ricetta</strong> nella categoria <em>La cucina dei ricordi.</em></p>
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		<title>Cuor di biscotto</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 13:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ricette]]></category>
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		<description><![CDATA[Non so per quale arcano motivo, l&#8217;impasto dei biscotti non deve essere lavorato troppo. Almeno così mi hanno sempre detto. Non ho mai fatto domande. Ho seguito sempre le indicazioni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so per quale arcano motivo, l&#8217;impasto dei biscotti non deve essere lavorato troppo. Almeno così mi hanno sempre detto. Non ho mai fatto domande. Ho seguito sempre le indicazioni materne. Soprattutto ho sempre MANGIATO e ZITTA. Quindi prendetelo come DOGMA DELLA FEDE.</p>
<p><span id="more-19"></span></p>
<p>Anche sul fatto che i dolci vadano mangiati il giorno dopo&#8230;. beh, si narrano leggende degne di LESSICO FAMILIARE su come e dove venissero nascosti i dolci e prelibatezze che potevano essere toccati solo il giorno dopo. Ma non sono questi i luoghi e tempi per cotante narrazioni. <img src='http://www.claudiacastaldi.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>CUOR DI BISCOTTO</h3>
<h4>Ingredienti:</h4>
<ul>
<li>uova 4</li>
<li>farina 400g</li>
<li>burro 200g</li>
<li>zucchero 200g</li>
<li>miele di acacia 4 cucchiai</li>
<li>un pizzico di sale</li>
</ul>
<p>Preparazione:<br />
Far ammorbidire a temperatura ambiente il burro, unire zucchero, uova, miele e un pizzico di sale. Quando il composto è omogeneo aggiungere la farina setacciata.  Avvolgere il tutto nella pellicola e mettere in frigo per un oretta. Stendere l&#8217;impasto col mattarello su un piano infarinato, lo spessore consigliato è tra i 3 e 5 mm. Poi con l&#8217;ausilio delle simpatiche formine chiaramente a forma di cuore, dare vita ai ben noti biscottini. Infornare a 180° per una ventina di minuti. Mangiare freddi. Il giorno dopo è meglio, sono ancora più buoni.</p>
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