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	<title>claudiacastaldi.com &#187; parigi</title>
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		<title>Casa Dolce Casa</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 22:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine, si torna sempre a casa. Ah fare le valige! Che disastro.Come si fa a portare via tutto quello accumulato in un mese? E si che sono abituata a fare e disfare, partire tornare&#8230;. Uno sguardo alla casa nella certezza di essermi scordata qualcosa di fondamentale, e l&#8217;ultimo saluto alla tanto amata finestra che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2481" title="paris" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/03/MG_6285.jpg" alt="" width="450" height="675" /><br />
Alla fine, si torna sempre a <strong>casa.</strong></p>
<p><span id="more-2470"></span><img class="aligncenter size-full wp-image-2482" title="la finestra di Parigi" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/03/mix00.jpg" alt="" width="451" height="760" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ah fare le valige! Che disastro.Come si fa a portare via tutto quello accumulato in un mese?</p>
<p style="text-align: justify;">E si che sono abituata a fare e disfare, partire tornare&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno sguardo alla casa nella certezza di essermi scordata qualcosa di fondamentale, e l&#8217;ultimo saluto alla <strong>tanto amata finestra </strong>che nell&#8217;ultimo mese mi ha dato <em>buongiorno</em> e <em>buonanotte</em>, scandendo il passare del tempo.<br />
Un panorama che<a href="http://www.claudiacastaldi.com/blog/2008/12/tetti-di-parigi/" target="_blank"> certo non mi è nuovo</a>, ma che ogni volta suscita emozione dell&#8217;arrivo, malinconia nella partenza e sognanti sorrisi nel ricordo. <strong> </strong></p>
<p><strong><em>à bientôt</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Giorni scanditi dalla finestra della <em>casa sul tetto</em>, sempre uguale ma sempre diversa, con i <strong>gelidi spifferi invernali</strong> in un febbraio Parigino.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1IDu5lgNY6A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/1IDu5lgNY6A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">E questa <strong>casa Parigina</strong> me la sono goduta.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta, fino in fondo nel bene e nel male: scoprire ogni angolino di cucina fredda, trovare i propri ritmi col <strong>parquet</strong> schicchiolante, <a href="http://www.tourdefork.net/?s=parigi" target="_blank">particolari cene </a>chez moi, il vento la notte che ulula, il gelido bagno diviso in due stanze, la mattina e il sole che esplode dalle <strong>finestre in una casa senza porte</strong>, muri sottili e vicini che scendono e salgono le scale, <strong>la colazione</strong> nel letto mentre le <em>chien lunatic</em> che abbaia fuori.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2475" title="mix3" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/03/mix3.jpg" alt="" width="450" height="784" /></p>
<p style="text-align: justify;">Eh si, la pacchia è finita.<br />
<strong>Un mese a Parigi </strong>se ne andato così, in un soffio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>à bout de souffle</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">A malincuore lascio momentaneamente la realtà Parigina per tornare a <strong>Milano</strong>, pronta a <em>rituffarmi</em> in una forse nuova realtà meneghina, totalmente e meravigliosamente <em>precaria</em>.<br />
Una situazione volutamente momentanea, che mi lascia aperta tutte le altre porte ma al tempo stesso <em>non è che mi faccia sentire propriamente di<strong> tornare a casa</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ma ora devo fare la valigia, salire su l&#8217;aereo e <strong>tornare a casa</strong>. Ma quale casa??</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2471" title="mix1" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/03/mix1.jpg" alt="" width="445" height="1030" /><br />
In questi ultimi mesi ho girato e girato, sono quasi ufficialmente <strong>senza fissa dimora</strong>. Ho fatto <strong>traslochi</strong>, attraversato l&#8217;italia in <strong>macchina</strong> inseguendo il sole, preso <strong>aerei da sola</strong> e treni al volo come <strong>incognite</strong>.<br />
Ho mangiato, guardato, scoperto, esplorato. Ascoltato storie, parlato con estranei, ritrovato amici. Ho avuto i miei sani momenti di solitudine e condiviso attimi con sconosciuti. Tutto <strong>lontano da <em>casa</em></strong>.<br />
Ci sono dei luoghi e dei letti che mi hanno ospitato per giorni e giorni&#8230; in cui mi sentivo subito a mio agio c<em>ome fossi a casa mia</em>, destreggiandomi amabilmente tra chiavi, piatti, dispendse, porte, asciugamani e pregevoli<strong> chiaccherate con il portinaio</strong>.<br />
<em>Fai come fossi a casa tua</em>.</p>
<p>A casa mia&#8230;. cosa cambia a<strong> casa mia</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2473" title="mix4" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/03/mix4.jpg" alt="" width="445" height="678" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>abitudine</strong>? Basterebbe quindi che io facessi gli stessi gesti, sistemassi gli scaffali ed armadi nello stesso modo, sempre, per rivivere <em><strong>una casa</strong></em>?<br />
Dovrei forse ricercare lo stesso fugace raggio di sole mattutino e la luce dalle finesrte la sera?<br />
Oppure sono i sapori, i colori, le forchette, i tappeti e le ciabatte?  Forse <strong>tutto è rilegato in oggetti </strong>che dovrei portarmi dietro come <em>Mary Poppins</em> e ridistribuire ogni volta che arrivo in un novo posto.<br />
Quindi se un giorno decidessi di cambiare e buttare via tutto, pur rimanendo nella stesso luogo non mi sentirei più a casa?<br />
Potrebbero essere i <strong>rumori</strong>?<br />
Il particolare suono del frigo che si chiude e si apre, lo scricchiolio notturno delle mensole, il trucco per chiudere la porta del bagno ed accendere la doccia&#8230;.<br />
Probabilmente il bello e il brutto fa la differenza: la propria casa è comoda e lo scomodo è nell&#8217;estraneo? Improbabile, le altrui case mi sembrano sempre più comode della mia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque quale è la differenza, cos&#8217;è <strong></strong>?</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2472" title="mix2" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/03/mix2.jpg" alt="" width="445" height="956" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sto facendo una valigia pesantissima, lasciando un posto che amo profondamente, ma mentre cerco di ricordarmi se ho preso tutto, sorrido. Perché so che sto <strong>tornando a casa</strong>, dove non è l&#8217;abitudine ma il sapere cosa mi aspetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eh si&#8230;. a volte </strong><em><strong>casa non è un luogo</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E tornassi e fosse tutto diverso?<br />
Anche se fosse, ci sono dei <em>fari</em> che danno le distanze di quanto ti allontani e che ti permettono di tornare poi, a casa.<br />
E da loro il <em>caffélatte la mattina </em>sarà sempre lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Eccomi, <strong>sto tornando a casa</strong>.</p>
<p>Te lo hai già preso il caffé?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amor che nullo Amato Amar Perdona&#8230;</title>
		<link>http://www.claudiacastaldi.com/blog/2010/02/muffin-crema-cioccolato/</link>
		<comments>http://www.claudiacastaldi.com/blog/2010/02/muffin-crema-cioccolato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 13:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Materiale utile per un San Valentino da single, in fredda ma dolce terra straniera. La scusa ufficiale? Due anni fa su questo blog il primo post. Due anni di disquisizioni su cibo, viaggi, ricette, mangiate e trasferte. Aujourd&#8217;hui la colpa primaria è da ricercare in questa meravigliosa trasferta continuativa a Parigi, città di dolci prelibatezze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2318" title="muffin" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_4733.jpg" alt="" width="450" height="626" /></p>
<p style="text-align: justify;">Materiale utile per un <strong><em>San Valentino</em></strong> da single, in fredda ma <em><strong>dolce terra straniera.</strong></em></p>
<p><span id="more-2321"></span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2322" title="muffin" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_47371.jpg" alt="" width="450" height="700" /></p>
<p style="text-align: justify;">La scusa ufficiale? Due anni fa su questo<a href="http://www.claudiacastaldi.com/blog/2009/03/muffin-orzo/" target="_blank"> blog</a> il primo post. Due anni di<em> disquisizioni</em> su cibo, viaggi, ricette, mangiate e trasferte.<br />
<em>Aujourd&#8217;hui</em> la colpa primaria è da ricercare in questa meravigliosa<strong> trasferta continuativa a Parigi</strong>, città di dolci prelibatezze e ambiziose passioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Io che pensavo di essere immune a tutto ciò che è<strong> banale romanticismo</strong> e <em>peculiarità da donnette</em>, orgogliosa della mia sana propensione al <strong>cinismo</strong> e vestita di una sana e pragmatica corazza di <strong>scetticismo</strong>, mi ritrovo invece qui, a<strong> Parigi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">La <em>città dell&#8217;Amour</em>.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Non lascia immune <strong>neanche  me.</strong> Come potrebbe?<br />
Ma d&#8217;altra parte cosa ci si aspetta da un popolo che per dire che <em>hanno la nausea</em> parlano di <strong><em>mal au coeur</em></strong> ??</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2319" title="muffin" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_4734.jpg" alt="" width="450" height="681" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla mia posso dire che non ho mai festeggiato<strong> San Valentino</strong>, nemmanco quando avevo la<em> materia prima</em>: un&#8217; <em>indomita fierezza </em>che mi permette stavolta una parentesi <strong>s<em>cioccamente glicemica</em>.<br />
In più </strong>passo tutto l&#8217;anno a preparare<strong> pane e biscotti</strong>, esperimenti a volte ben riusciti a volte malamente fallimentari.<br />
Stordisco <em>amorevolmente</em> amici e parenti:<em> sacchetini regalo</em> che, volente o nolente, ti vedi recapitare e poi magari devi anche mangiare.<br />
Perchè non dovrei farlo anche adesso<em> a Parigi</em>?</p>
<p style="text-align: justify;">Cammino veloce tra la <strong>neve</strong> e a volte contro un vento così freddo che ti taglia la faccia, ma non riesco a <strong>smettere di sorridere</strong>. Sarà una<em> paresi </em>da gelo invernale o questa invasione di vetrine, <strong>cioccolato, fiocchi e cuoricini mi sta cambiando</strong>?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2315" title="muffin" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_4713.jpg" alt="" width="450" height="668" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sto invecchiando? Sto diventando buona?<br />
Cosa mi sta accadendo?</p>
<p style="text-align: justify;">Chissà, magari tornerò in italia come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabrina_%28film_1954%29" target="_blank"><em>Sabrina</em></a>, con <em>capelli alla maschietto un barboncino e tante nuovi vestiti inutili.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Meno male c&#8217;è chi veglia su di me e mi controlla da vicino.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto <strong>continuo a sorridere</strong>, accendo il forno che fa freddino, e preparo i miei primi <strong>muffin</strong> parigini.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2317" title="muffin" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_4731.jpg" alt="" width="450" height="675" /></p>
<h3>Muffin al limone con Crema e Cioccolato</h3>
<p>ingredienti</p>
<ul>
<li>uova 2</li>
<li>zucchero 140g</li>
<li>farina 350g</li>
<li>sale un pizzico</li>
<li>lievito 1 bustina</li>
<li>limone 1  (buccia grattugiata)</li>
<li>burro 125g</li>
<li>cioccolato fondente 100g</li>
<li>latte qb</li>
</ul>
<p>per la <strong>crema</strong>:</p>
<ul>
<li>uova 2</li>
<li>zucchero 50gr</li>
<li>latte 250 ml</li>
<li>panna fresca 125 ml</li>
<li>farina 3 cucchiai</li>
<li>semi di papavero qb</li>
<li>stecca di vaniglia</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Sciogliere il burro a temperatura ambiente. In una terrina mescolare il burro con lo zucchero,  le uova e sale. Aggiungere lentamente metà della farina, poi la buccia grattugiata del limone. Quando il composto è fluido, aggiungere il resto della farina ed il lievito. Riempire gli stampi dei <span style="text-decoration: underline;">muffin </span>per metà, infornare a preriscaldato 30 minuti a 120°.</p>
<p>Intatno preparare il <span style="text-decoration: underline;">cioccolato per il <em>cuore</em></span>: sciogliere a bagno maria il cioccoalto a pezzi ed aggiungere un po&#8217; di latte per renderlo morbido e mantenerlo fluido, inmpedendo che si risolidifichi a temperatura ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">P</span><span style="text-decoration: underline;">er la crema di decorazione:</span> scaldare il latte con la stecca di vaniglia incisa per la lunghezza, evitando l&#8217;ebollizione, e lasciarlo un po&#8217; in inifusione (5-10 min) poi togliere la stecca di vaniglia. In una terrina mescolare con una frusta tuorli, zucchero e farina setacciata, cercando di ottenere un composto fluido, incorporando lentamente la panna.<br />
Aggiungere delicatamente il composto al latte ancora caldo, sempre mescolando con la frusta. A fuoco lento e basso per qlc minuto fino ad addensamento. Spegnere continuare a amescolare, aggiungere semi di papavero e lasciar raffreddare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Quando i muffin sono pronti</span>, senza dargli il tempo di raffreddare, s<em>coperchiare</em> un pezzo di croccante crosta per inserire un cucchiaio di crema di cioccolato, richiudere subito e lasciare riposare e raffreddare. Attenzione alle mani facilmente ustionabili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi prima di servire, cospargere di crema e semi di papavero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Degustazione solitaria e condivisa che sia&#8230; beh<em>&#8230;.<strong>Pas mal</strong></em>&#8230;.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SgtS2d-2JMU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/SgtS2d-2JMU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Paris Prêt à Manger</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 15:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto quello che si può scoprire in un solo giorno girovagando per Parigi. Ma partiamo dall&#8217;inizio. Parigi, sempre Parigi solo Parigi. Di scuse ce ne sono sempre per andare stare mangiare&#8230; Quante volte? Banale? Scontato? E&#8217; stata diversa stavolta? Diversa location, diversa ambientazione diversa ospitalità. Nuove occasioni. E soprattutto per una volta provare l&#8217;ebbrezza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2273" title="tarte" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_0561.jpg" alt="tarte" width="450" height="638" /></p>
<p>Tutto quello che si può scoprire in<strong> un solo giorno</strong> girovagando per Parigi.</p>
<p><span id="more-2272"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma partiamo dall&#8217;inizio. <strong>Parigi</strong>, sempre Parigi solo Parigi. Di scuse ce ne sono sempre per <em>andare stare mangiare</em>&#8230; Quante volte?<br />
Banale? Scontato?<br />
E&#8217; stata diversa stavolta?<br />
Diversa location, diversa ambientazione diversa ospitalità.<strong><br />
Nuove occasioni</strong>.<br />
E soprattutto per una volta provare l&#8217;ebbrezza di essere ospitata nel <strong>16 arrondissement</strong>. No aspetta, forse era il <strong>18</strong> <strong>arrondissement</strong> ?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2275" title="chat" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_0199.jpg" alt="chat" width="450" height="303" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2274" title="paris" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/DSF14181.jpg" alt="paris" width="450" height="354" />
</p>
<p style="text-align: justify;">Amore non mi guardare così con quel musino. Allora è vero&#8230;. non ho capito ancora nulla!<br />
Ma il bello è tutto li.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Beata ignoranza</strong>.<br />
Riuscire ancora a girare con la vena esplorativa dell&#8217;ignoto ma una certa tranquillità e fermezza di una superficiale conoscienza della città.</p>
<p>Dunque dunque,  mai provato l&#8217;ebbrezza di arrivare a Parigi, carica di valige speranze e sonnolenza areoportuale ed arrivare alla fermata del metrò di <strong><a href="http://maps.google.it/maps/place?oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;q=barbes+paris&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=barbes&amp;hnear=paris&amp;cid=7472152335149312809" target="_blank">Barbès &#8211; Rochechouart</a> </strong>quando l&#8217;Algeria ha appena vinto la partita?<br />
<em>Dopo questo, c&#8217;è mastercard</em>.</p>
<p>L&#8217;<strong>aria</strong> fresca invernale, la luce della <em>ville lumiere, </em>la preziosa accoglienza di <a href="http://www.flickr.com/photos/73167267@N00/" target="_blank">Bianca</a>, dormire con il gatto sul divano, il <em>parquet rumoroso</em>&#8230;. risvegliano assopiti e quasi dimenticati ricordi fotografici che si perdevano nella notte dei tempi. E mi ritrovo a cercare di fare foto già viste e omaggi solo per provare l&#8217;ebbrezza del momento.
</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2276" title="omaggio" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_0359.jpg" alt="omaggio" width="450" height="675" /><br />
Sarà mica stato il fugace e fortuito scontro al <a href="http://www.104.fr/#en/" target="_blank"><strong>104 di rue d&#8217; Aubervilliers</strong></a>?<br />
Basta trasformare l&#8217;enorme ed antico mortuario parigino in un <strong>laboratorio d&#8217;arte</strong> di tre piani, gratuito, con trenta atelier e <strong>40mila metri quadri</strong> e magari mettere all&#8217;ingresso una vecchia macchina di<strong> fototessere</strong> in bianco e nero. <strong>Irresistibile</strong>.<br />
Imperdibile, indimenticabile.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2289" title="104" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_1138.21.jpg" alt="104" width="450" height="716" />
</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non perderò certo di vista lo<strong> scopo primario</strong> della permanenza parigina,non sia mai. Inutile fingere, siamo qui per <strong>magiare, scrutare e assaporare Parigi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque si diceva santa ospitalità di <a href="http://www.flickr.com/photos/73167267@N00/" target="_blank">Bianca</a> e le cene improvvisate  nella dimora a <strong>Barbès &#8211; Rochechouart, </strong><span>18e arrondissements de Paris.</span><br />
Ed anche stavolta è un attimo: esiliati gli innumerevoli <strong>buoni propositi </strong>di cultura e società preposti prima della partenza, per far sfumare tutto serve <strong>saussisson, baguette e fromage. </strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2299" title="mix chez bianca !" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/04/mix-copy.jpg" alt="mix chez bianca !" width="450" height="677" /></p>
<p>Basta davvero così poco?<br />
Si.<br />
Un pezzo di baguette e un pezzo di <strong>saussisson</strong> innaffiato di vino per sentire una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uOXzGtlLGgw&amp;feature=related" target="_blank">musichina</a> che risuona nelle orecchie, e la mattina dopo ti fa alzare con un dolce pensiero martellante: <strong>Paris Pret a Manger</strong>.<br />
Ottimo.<br />
Tutto ricomincia.<br />
Che il <em><strong>delizioso scempio</strong></em> abbia inizio allora.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2298" title="bonjour" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/04/MG_06431.jpg" alt="bonjour" width="450" height="339" />
</p>
<p style="text-align: justify;">Sole, scarpe comode, <strong>fame ancestrale</strong>, borsa capiente, <strong>occhi ingordi</strong>. Serve altro?<br />
Al bando capillari cartine e indicazioni puntuali, Parigi è pur sempre Parigi: a nulla servono info dettagliate sul dove e come&#8230; ci si perde nel <em>dolce girovagare</em> perchè è giusto così, c&#8217;è sempre un nuovo angolo è da scoprire ed ogni <strong><em>tarte au citron</em></strong> ha una sapore dieverso, sempre nuovo sempre <em>meravigliosamente arrendevole</em>.<br />
<strong>Come la prima volta</strong>.
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2281" title="mix" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/021.jpg" alt="mix" width="450" height="1613" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbagliata </em>dalla quatità di zucchero e <em><strong>chocolat</strong></em> assimilata nelle prime ore del mio girovagare, ho avuto la visione. L&#8217;apparizione e la successiva conversione allo shopping compulsivo è avvenuta al <strong><span id="adr" dir="ltr"><a href="http://maps.google.it/maps?oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;q=mora+paris&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=mora&amp;hnear=paris&amp;cid=0,0,11143209497034825044&amp;ei=5jpLS4PgMM2K_AaV8aWYAg&amp;sa=X&amp;oi=local_result&amp;ct=image&amp;resnum=1&amp;ved=0CAgQnwIwAA" target="_blank">13 Rue Montmartre</a>,</span></strong><span id="adr" dir="ltr"> precisamente </span><strong><span id="adr" dir="ltr"><a href="http://www.mora.fr/fr/index.asp" target="_blank">Mora, l&#8217;équipement au service de la gastronomie. </a><br />
</span></strong><span id="adr" dir="ltr">Solo chi ha dentro di sé un&#8217;anima da vero <em>foodie </em>può capire cosa si prova<em>: </em>scaffali su scaffali di pirottini, atrezzi, teglie, spatole, di ogni forma colore e dimensione. Il paradiso dei muffin, il regno dei coltelli, la prateria delle decorazioni possibili. Solo chi c&#8217;è stato sa e non torna più indietro.<br />
Beata ignoranza.<br />
Tra quelli scaffali ti senti al centro del mondo pronto ad intorrogare<em> l&#8217;oracolo </em>sul tuo futuro, con riverenza mista a timore promettendo di fare del tuo meglio per essere all&#8217;altezza di tutto quel ben di Dio.<br />
E&#8217; una<strong> promessa</strong>, ed io l&#8217;ho fatta davanti al reparto dei pirottini di carta per muffin, correndo poi a festeggiare l&#8217;avvenuta conversione e sigillando il voto alla <strong><em>patisserie </em></strong>all&#8217;angolo<strong><em>.</em></strong></span>
</p>
<p style="text-align: justify;">Datemi una <strong>crepes dolce</strong> e vi <em>solleverò il mondo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2286" title="patisserie" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_0648.jpg" alt="patisserie" width="450" height="581" /><br />
<strong>Che fare adesso</strong>? Il fato fortuito e benevolo mi ha portato qui, la mia missione rimane esplorare la Parigi <em><strong>pret a manger</strong></em>. Più facile a dirsi che a farsi. Le strade della zona pullulano di traboccanti ed invitanti vetrine, il sole che si riflette sulle vetrate rende il tutto ancora più mistico e arduo nella scelta.<br />
Non bisogna perdersi d&#8217;animo, continare ad <strong>esplorare e perlustrare</strong> per poi essere degnamente e debitamente ripagati.<br />
E di colpi di fulmine ce ne sono stati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo è <strong> lento,</strong> quasi silenzioso, al<strong> </strong><span><a href="http://maps.google.it/maps/place?oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;q=5+Fruits+et+L%C3%A9gumes+chaque+Jour,+Paris&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=5+Fruits+et+L%C3%A9gumes+chaque+Jour,&amp;hnear=Paris&amp;cid=7063071984028926894" target="_blank">62 Rue du Faubourg Poissonnière</a>,</span><span> con una grande vetrata che incuriosisce ed invita a sbirciare.<br />
</span>
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2287" title=" 5 Fruits et Légumes chaque Jour" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_0434.jpg" alt=" 5 Fruits et Légumes chaque Jour" width="450" height="763" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Siamo al </span><strong>5 Fruits et Légumes chaque Joural: </strong><span> </span><span>banalmente sottovalutato ad una prima occhiata, si è rivelato un interessante bio-alimentare parigino: <strong>si può mangiare</strong> sui tavoloni in legno, chiedendo ospitalità a chi è già seduto oppure portare via.<br />
Il menù è scritto fuori col gesso ma anche dentro sul muro. Si va dalla <strong><em>pasta al dessert</em></strong>, tutto <strong>bio bio bio</strong>, visibilmente in accordo con vegetariani e soprattutto fatto proprio li, dietro al bancone con la cucina a vista.<br />
Il packagin è semplice, immediato e tutto è conservato in grossi <em>frigo</em> accanto ai libri da sfogliare. Ce ne sono altri più o meno piccoli in giro per Parigi, si riconoscono dall&#8217;insegna nera e arancione con un enorme <strong>5.<br />
Imperdibile:  panna cotta + tazza di</strong><strong> té.</strong></span></p>
<p><strong></strong><img class="aligncenter size-full wp-image-2293" title="5 Fruits et Légumes chaque Jour" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/04/MG_0471.jpg" alt="5 Fruits et Légumes chaque Jour" width="450" height="654" />
</p>
<p style="text-align: justify;">Per il secondo colpo di fulmine bisogna arrivare al <a href="http://paris.9.evous.fr/Aurore-et-Capucine,869.html" target="_blank"><strong>3 rue de rochechouart</strong></a> per incontrare <strong>Aurore et Capucine</strong>: storica ed irresistibile pasticceria dove perdersi tra nuvole rosa e viola di meringhe di fiori, dolci di violette, lumini zucchero a velo e un regno di fate. Sconsigliato ai deboli di cuore e favorito per le delusioni amorose.<br />
L&#8217;unica ardua impresa oltre a resistere alla tentazione di assaggiare qualsiasi cosa, sopravvivere alle ire della proprietaria non avvezza ad essere fotografata.<br />
<strong>Imperdibile: meringa rosa + biscottoni al cioccolato</strong>
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2288" title="aurore capucine" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_0579.1.jpg" alt="aurore capucine" width="450" height="1002" /></p>
<p style="text-align: justify;">Terzo colpo di fulmine, <strong>direttamente al cuore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbandonate ogni speranza voi che sbirciate da questa finestra al <a href="http://maps.google.it/maps/place?cid=5193817039695696046&amp;q=rose+bakery+paris&amp;gl=it&amp;cd=1&amp;cad=src:ppphoto,view:text&amp;ei=dhdLS_neKpie_gbr2IWDBA&amp;sig2=4WQbtg23CAC1VncL3poD8g&amp;dtab=5" target="_blank"><span>46 Rue des Martyrs</span></a>, questo è un degno rivale del <a href="http://www.claudiacastaldi.com/blog/2008/12/dolce-parigi/" target="_blank">mio</a> già ben noto oggetto di desiderio <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.lepainquotidien.com/');" href="http://www.lepainquotidien.com/" target="_blank">Le Pain Quotidien</a></p>
<p style="text-align: justify;">Chissà chi vincerà?</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2283" title="rose bakery" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_0496.jpg" alt="rose bakery" width="450" height="675" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di <strong>Rose Bakery</strong>: piccolo panificio, ristorante biologico aperto solo a pranzo, pareti bianche e grossi tavoli dopo il bancone, accolti tra la frenesia di grembiuli bianchi che escono dalla cucina e clienti che si affollano all&#8217;ingresso. Tra il british e il francese proprio perchè gestito da una coppia francese-inglese.<br />
Bingo.<br />
La proposta è vastissima, dolce e salato, assiette e tarte, poi verdura fresca, prodotti già confezionati, biscotti, marmellate&#8230;.. Se si riesce a trovare un tavolo llibero è fatta. Altrimenti si può tranquillamente prendere e portare via.
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Imperdibile: tarte au citron </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2284" title="rose bakery mix" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/mixx.jpg" alt="rose bakery mix" width="450" height="1300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ed io quella <strong>tarte au citron</strong> non me la sono certo fatta scappare.<br />
Ho lottato.<br />
<strong>L&#8217;ho sognata, agognata, presa e portata via</strong>. Fuori, su una panchina, perchè era giusto così.
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pret a Manger</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2285" title="tarte" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/01/MG_0559.jpg" alt="tarte" width="450" height="315" /><br />
L&#8217;ho gustata ed assaporata, pienamente goduto delle mie aspettative, ho tratto le mie conclusioni di quel delicato cotrasto tra <strong>aspra dolce cremosità e croccante fermezza</strong>. Golosa metafora di vita.<br />
Niente a che vedere con  la regina di tutte le dolcezze, <strong>nostra signora tarte tatin</strong>: di grande amore ce ne è uno, ma la suddetta tarte au citron ha risvegliato antichi e nuovi sapori.
</p>
<p style="text-align: justify;">Non rimane altro che correre a sperimentare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2294" title="tarte" src="http://www.claudiacastaldi.com/blog/uploads/2010/04/MG_0208.jpg" alt="tarte" width="450" height="674" /></p>
<h3 style="text-align: justify;">tarte au citron</h3>
<p style="text-align: justify;">per la frolla</p>
<ul>
<li>farina 300g</li>
<li>uova 2 intere</li>
<li>zucchero 150g</li>
<li>burro 200g</li>
<li>sale qb</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">per la crema</p>
<ul>
<li>limone: scorza grattugiata di 2 limoni + succo</li>
<li>zucchero 100g</li>
<li>uova 2 intere</li>
<li>farina 1 cucchiaio</li>
<li>crème fraîche 150gr</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">preparazione:</p>
<p style="text-align: justify;">Per la frolla è sempre la stessa storia: burro morbido a cui unire zucchero, un pizzico di sale, poi le uova e la farina. Lavorare velocemente con le mani, fare una palla e lasciarla riposare in frigo per un&#8217;ora avvolta nella pellicola.<br />
Per la crema sbattere le uova, aggiungere zucchero, poi scorze, succo e crème fraîche continuando a sbattere. Mescolare con cura ed accortezza anche la farina setacciata evitando di creare grumi
</p>
<p style="text-align: justify;">Stendere la sfoglia della frolla alta 1 cm, foderare una teglia e bucherellare con la punta della forchetta. Infornare a 180° C preriscaldato per i  primi 10 minuti. Versare la crema e continuare la cottura per altri 10-15 minuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo solo in un giorno non propriamente pianificato.<br />
Parigi è sempre Parigi.</strong></p>
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