Claudia CastaldiPhoto & Foodstyling

Pappardelle verdi con noci e ceci

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Una ricetta semplice per sperimentare nuovi set di illuminazione.

La luce è forse l’elemento fondamentale della fotografia: attraverso la luce decidiamo un’atmosfera, descriviamo gli elementi che compongono la scena e diamo risalto al soggetto da ritrarre.

Ci sono 2 tipologie di sorgente luminosa: naturale e artificiale.

• La luce naturale è la più semplice da gestire ma anche la più casuale e in continuo mutamento: oggi c’è il sole e posso scattare, domani chissà se troverò le stesse condizioni.
• La luce artificiale all’inizio sembra più difficile da gestire, ma risulta sicuramente più utile sul set fotografico perché è controllabile e riproducibile, quindi mi permette di costruire l’atmosfera che preferisco.

Anche nella food photography la scelta della luce è molto importante, lo schema di illuminazione più diffuso è il controluce più o meno luminoso (che riuscirebbe a rendere onirico e appetibile anche un paio di ciabatte di lana), ma credo sia importante sperimentare anche altri schemi di illuminazione, sia per sviluppare il proprio stile fotografico ma soprattutto per scegliere la luce che descriva al meglio il piatto e l’atmosfera che vogliamo comunicare.

In questa serie di scatti lo scopo era ricreare una situazione di pranzo casalingo, come se avessi appena finito di cucinare e avessi  apparecchiato per mangiare al volo un piatto di pasta.

La sfida era ricreare una luce che sembrasse il più naturale possibile, come se provenisse da una ipotetica grande finestra della cucina.

Volevo evitare il controluce classico, perché è una luce troppo estiva che non va molto d’accordo con la ricetta invernale che ho scelto. Quindi ho optato per una luce laterale, sperimentando un nuovo schema di illuminazione a luce continua.

La luce laterale diffusa si ottiene mettendo davanti alla sorgente luminosa un diffusore (come la carta forno per esempio) ad una distanza tale da ottenere delle ombre morbide sul soggetto da fotografare.
Il pannello riflettente di schiarita (un polistirolo bianco 50×50) serve per ammorbidire ancora di più le ombre e dare risalto al soggetto in primo piano.

parametri utilizzati durante lo scatto sono indicativi, in realtà ci sono molte altre varianti da prendere in considerazione come la potenza e della distanza della sorgente luminosa dalla fotocamera.

Il vantaggio di questo set a luce artificiale continua è il controllo della luce e la visualizzazione immediata: quello che vedo è quello che avrò dopo lo scatto.

L’importante è vedere la luce, considerando l’intensità, la direzione e le ombre.

 

Topic: Blog

13 Commenti

  1. riccardo scrive:

    interessante, semplice ed esaustivo!!!

  2. Laura scrive:

    Mi piace la luce laterale, anche se io la uso così poco. Grazie come sempre per i tuoi consigli!;-) a presto

  3. Gaia scrive:

    Grazie per la ‘lezione’. Ma anche le pappardelle non devono essere venute tanto male, eh!?!

  4. Claudia scrive:

    Sulle pappardelle non sono ancora convinta, difatti ho evitato di scrivere la ricetta perché sto ancora “sperimentando”.
    Della luce sono abbastanza soddisfatta, vediamo come verranno le prossime con il flash eh eh

  5. Roberta scrive:

    Utilissimi questi tutorial e gran bel risultato! Per adesso mi tocca fare solo con luce naturale ma un giorno chissà…

  6. Saverio scrive:

    Grazie per aver condiviso queste utili spiegazioni non vedo l’ora con un po’ di tempo di ricominciare anche io a sperimentare! Devo scoprire come fai ogni volta a rendere le tue immagini così “tridimensionali” hanno un’aria molto invitante ;)

  7. grazie grazie grazie per i tuoi suggerimenti! io purtroppo non avendo nè attrezzatura di illuminazione artificiale, nè un cavalletto, devo accontentarmi di scattare nei giorni di sole… per questo non riesco a postare spesso! devo decidermi ad evolvere la situazione!

  8. Claudia scrive:

    @Carlotta: il cavalletto è il più grande investimento che si possa fare!
    Oltre a permettere di scattare con tempi più lunghi quando si ha poca luce, ci da la possibilità di ragionare sulla composizione mantenendo la stessa inquadratura e spostando gli elementi che compongono l’immagine…è fondamentale, credimi!

    @saverio: davvero dici che sembrano tridimensionali? Forse è la maschera di contrasto.. o forse la messa a fuoco… ci ragiono un attimo e magari preparo un post ad hoc se interessa :)

    @roberta: beh, iniziare con la luce naturale non è affatto male, anche li ci vuole tecnica e occhio allenato ;)

  9. grazie infinite dei preziosi consigli!
    anche io sono in fase di sperimentazione con luci artificiali (proprio per i motivi che citi tu, la luce naturale è stupenda ma purtroppo troppo imprevedibile e poco disponibile..)
    Tu che potenza di torcia hai usato nello scatto di questo esempio?
    a presto,
    barbara

  10. Claudia scrive:

    Preziose queste spiegazioni, grazie! :) )
    E anche molto chiare per chi ha la passione ma è del tutto amatoriale..ehm..
    Felice di averti scoperta (grazie ad un certo “cavoletto” :-)
    -Spero che il mio account flickr nel campo “Sito Web” possa andare bene lo stesso.-

  11. Not Only Sugar scrive:

    Grazie per la spiegazione… e quelle pappardelle mettono una fame!!!

    Not Only Sugar

  12. maetta scrive:

    Beh…vedendo le immagini….mai e poi mai si penserebbe a una luce artificiale: l’effetto che risulta è proprio quello del grande finestrone di cucina……
    evidentemente hai…centrato l’obiettivo!!!
    un caro saluto, MARA

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