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Cose Turche – Atto Primo
By Claudia | February 7, 2010 | 2,028 visite

Ho ancora gli occhi gonfi e la pancia piena.

Come si può riassumere in poche righe e in poche immagini una settimana a Istanbul?
Perchè di cose da dire ce ne sarebbero veramente tante su questa megalopoli sul Bosforo. Antica Bisanzio e Costantinopoli, oggi eletta Capitale Europea della Cultura, proiettata nel cambiamento del 2010, l’anno della svolta. Mi vengono i Brividi. Ed io ci sono stata, appena tornata con la pancia piena e gli occhi ancora gonfi di storie, luce, volti, profumi, ombre.



I ricordi di questa che sembra la capitale del mondo, sono ancora vivi ma un po’ confusi.
Serve ordine.
Raccolgo le idee e medito.
Riguardo le foto, troppe come sempre. E’ così difficile trovare un filo conduttore.
Forse basta solo cominciare dall’inizio. Una passeggiata sul Bosforo, ponte di Galata sul Corno d’Oro, ora di pranzo tra i profumi di pane caldo e pesce fritto.


Gatti e gabbiani, aria di mare, luce del sole che si spande, ovunque persone che camminano, facce vecchie e nuove che sfilano accanto. Un delizioso valzer, delicato equilibrio che sembra così naturale a Istanbul.
In un attimo ti senti al centro del mondo, al centro della storia tra passato e futuro, al centro di tutto dove tutto è possibile.
Totale benefico risvolto che può avere il passeggiare, rinforza la mente e chiarisce le idee.
Già, Il Bosforo. Di certo c’è prorpio questo, il mare, la gente la luce e l’aqua. Basterebbe solo questo.
In più ci sono le voci, i profumi, il cibo, i mercati, il vento…. e una palpabile stratificazione: civiltà, religioni, culture in una città che conta 12milioni di abitanti ed ha una storia così antica.

Gente in giro? No, folla di persone. Colpisce per la quantità e la diversità, quasi si potrebbe pensare che non esista un cittadino tipo, la popolazione è cosi varia che è difficile tracciare una identità certa.
Istanbul è la città a cavallo tra i due continenti, quindi il Bosforo è davvero un limbo.

Almeno, per me è stato un limbo, ed il mio viaggio è iniziato qui e finito qui, sull’acqua.
Primo giorno, a mangiare il sole, i gabbiani che chiamano sopra la testa, i gatti si avvicinavano sinuosi, pesce fritto al mercato e poi sul ponte coi pescatori: tra venditori di cozze e pane, battelli e palazzi vivi alla luce calda del tramonto, cielo blu e nuvole.
Un attimo e un’eternità.


Questo panino di sgombro fritto mangiato al mercato del pesce, la voracità con cui è stato divorato gurdando il mare. L’attimo e l’eternità.
Si gusta, è buono, fresco e pescato sul momento. Visto scelto cotto e mangiato.
Si continua a camminare, si esplora.

In bilico tra due, tre mille mondi. Tutti girano, tutti sorridono, tutti mangiano, tutti diversi tutti uguali.
Occhi, occhi… tanti occhi .
Sali e scendi cammini, passeggi, corri ai semafori, ti incanti a vedere le nuvole, ti fermi a respirare sapori che escono fumanti a sbuffi dai banconi, riparti con il rumore delle onde e ti lasci trascinare dal vento.

La musica dalle macchine e il minareto che ti avverte. Giri l’angolo ed è tutto uguale e tutto diverso. Guardi da una vetrina, ti infili in un mercato, si parla qualunque lingua, tanto sorridono e ti rispondono in turco: dagli occhi la risposta.
Se sei in difficoltà contrattano per te, ti danno il posto migliore ma se non sostieni l’imbarazzo a volte se ne approfittano, sempre pronti e sempre sereni, si fermano e gustano l’istante ma non scordano dove vanno. Si fermano al momento giusto e ripartono di slancio per un té, pane biscotti e i dolci sempre appena sfornati, che inchiodano alla sedia e ti implorano di essere finiti.

Poi un attimo, una voce, un sussuro in una lingua comprensibile e ti riporta coi piedi in terra, nella catarsi di questo momento.
Ed anche l’ultimo giorno siamo tornati sul Bosforo, continuando a passeggiare e mangiare come a chiudere un circolo, un fluire, per uscire dal limbo delicatamente e indirizzarci verso casa.

Istanbul città del cambiamento, in divenire. E così è stato. Si finisce e si inizia a Istanbul…
to be continued…..

Topics: blablabla, photo, reportage, spore, street food, trasferta | 15 Comments »


















February 9th, 2010 at 10:49 pm
no comments? I can’t believe it! cara claudia, come dicevo ad un’altra tra le mie foodblogger preferite, istanbul è uno tra i posti al mondo che più mi affascinano anche se non ho ancora capito che cosa mi attragga maggiormente: l’architettura, il cielo, il popolo, la cucina, il passato glorioso, le similitudini con venezia? attendo la prossima puntata per scoprirlo, nel frattempo di saluto caramente
February 9th, 2010 at 11:34 pm
sono arrivata alla fine senza fiato. e con l’urgenza di partire. grazie Claudia.
February 10th, 2010 at 10:51 am
Gli occhi gonfi di cose viste.
Conosco la sensazione! Bella e spossante allo stesso tempo.
grazie delle belle foto e dell’atmosfera che ci hai regalato!
February 10th, 2010 at 11:16 am
E’ una città in cui ho tanti amici, una di quelle dove ci (ri)passerei davvero un pezzo di vita … Belle foto !
February 10th, 2010 at 12:10 pm
foto e citta meravigliose piene di fascino e di cultura che tu sei riuscita sapientemente a cogliere!!!davvero un posto magico!!complimenti per tutto il blog che non conoscevo e che inserirò subito nel mio blogroll!!baci imma
February 10th, 2010 at 1:00 pm
Che meraviglioso viaggio mi hai “regalato”… spero prima o poi di viverlo davvero!
ciao!!
February 10th, 2010 at 6:04 pm
bello, e mi fa venire una voglia matta di tornare.
tornare a mangiare il panino con la sardina (per me niente sgombro) cotta sulle barche sotto al ponte di Galata; a vedere che praticamente mangiano appena solo il pesce azzurro preferendo arrostire qualsiasi bestia terrestre si trovi vicino al fornello; a ingurgitare bicchierini su bicchierini di çay; a svaligiare quel bellissimo negozio di articoli per fotografia esclusivamente su pellicola b/n, vicino a Sirkeci; a viaggiare sugli assurdi treni turchi, e tante altre cose ancora.
Io ne avevo fatto un report in quattro puntate, non mi ricordo se t’ho passato il link. Lo faccio qui, così magari qualcun’altro se lo gode.
Attendo i nuovi post!
Light was enough. – Turchia:
http://lightwasenough.blogspot.com/search?q=turkey
ciao!
Ale-
February 12th, 2010 at 12:43 pm
Dimmi ti prego che anche tu hai avuto il CORAGGIO di assaggiare le cozze ripiene!!!
Noi siamo sopravvissuti…e soprattutto grazie perchè mi sono sentita nuovamente sul Bosforo
F
February 12th, 2010 at 3:22 pm
Beh, se è per questo io sono sopravvissuto pur mangiando abbondantemente verdura cruda e pranzando perfino in una mensa islamica turca, proprio dietro alla moschea di Beyazit. Ho preso ceci in salsa, çorba e perfino un intero piatto di yogurt e cetrioli freschi, insieme a vecchi turchi, operai e gente “del popolo”, per intendersi. penso che tutti quelli che all’estero hanno problemi col cibo lo debbano al fatto che mangiano poco sano a casa. magari mangiano cose sterili, ma schifezze, tipo la roba confezionata. invece un fisico sano, che mangia regolarmente frutta e verdura, beve molta acqua e si tiene un minimo in forma, i due batteri in più che si possono trovare in una mensa turca li tollera senza troppi problemi.
purtroppo l’occidente è popolato perlopiù da gente da supermarket, e ne paga le spese quando va in posti dove le norme igienico-sanitarie sono meno paranoiche…
February 16th, 2010 at 2:39 pm
E’ magnifico.
Mi perdo a guardare le tue foto.
Sono “vere”…
E mi innamoro di quei posti che non ho visto e dove vorrei andare.
Chissà, forse un giorno.
nasinasi incantati
February 19th, 2010 at 2:37 pm
Istanbul… l’unica vera città, l’unica vera poli.
Brava, ne hai catturato un pezzettino d’anima e… stomaco!
nival
February 23rd, 2010 at 4:39 pm
Ci andremo, ci porterò la mia Susa!
Bellissime foto, complimenti
February 27th, 2010 at 10:23 am
Bellissimo posto, a me Istanbul ha ricordato tanto la Napoli di quando ero piccolo – ovvero di circa 35 anni fa
Attendo la seconda puntata. Tra un po’ pubblico marrakech. Ti lascio il mio sito di foto-viaggi
http://www.arteteca.net/
Ciao e complimenti ancora
Fabrizio
March 16th, 2010 at 4:54 pm
Uhhhh quanto ancora avrei da dire su Istanbul!
Chi c’è stato lo sa…. un delirio.
Ma come si fa?
Da cosa continuo????
March 16th, 2010 at 5:39 pm
dal mercato!