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La Sicilia e l’imbarazzo della scelta
By Claudia | September 1, 2009 | 3,249 visite

Tutto è cominciato così. Con una granita di gelsi e una briosche. Semplice, immediata.
Sono facilmente corruttibile?
Al primo cucchiaino si apre un mondo, in un attimo ti ricordi della prima volta che hai messo piede su quest’isola e ti chiedi perchè hai aspettato tanto a tornare. E come tutte le cose buone che ne vorresti ancora un pezzettino.

Eh si. La Sicilia.
I mille dubbi e incertezze spazzate via da una granita siciliana con briosche ad Acitrezza, il primo giorno, appena arrivati. Aspettando Giovanni il Poeta che con la sua barca ti porta direttamente alla laguna blu.
Le nuvole, il sole… Il primo di tanti giorni, stando in acqua fino a che le mani e i piedi avvizziti ti implorano di uscire, occhi gonfi di sole e la pelle calda di sale, con la pancia piena di dolce granita.
SI POTEVA CHIEDERE DI PIU?


PARADISIACO è quello che banalmente mi viene in mente adesso.
Dieci giorni così, in Sicula Terra tra mare e cene luculliane, giorni che stordiscono dal caldo ma cullano lo spirito, lasciando un bel segno e non solo dell’abbronzatura.
Il risalire e trovare l’inizio di tutto, prendendo atto della causa scatenante che mi fa amare la Sicilia è stato facile, ma poi come proseguire? Cosa raccontare delle mille e mille avventure?
Ah beh, potrei a lungo disquisire sulle infinite colazioni e quale sia la regina di tutte le granite, oppure narrare di un mare così blu che sembra rimanga l’azzurro nelle mani, dopo ore di sole che spacca le pietre, la brezza con un cielo di luce e di nuvole al tramonto, degno di un colossal cinematografico.

Potrei cercare di raccogliere le forze e di fermare il momento dell’arrivo a Catania, che ci accoglie di rosso vestita alle finestre e passanti in saio bianco per preparativi della festa di S.Agata.
Ah Catania! Per me ormai la città inaspettata, con le sue stradine misticamente sempre discesa, dalle disarmanti vie piene di chiese una di fianco all’altra, e delle scalinate del centro storico che si riempiono la sera per dare da bere agli assetati.
L’imbarazzante ospitalità Siciliana che fa dimenticare le ore di vita e di sonno perse nell’improbabile e impagabile viaggio sul treno della speranza, edito ferrovie dello stato.
I mirabolanti e onnipresenti dolci, briosche e biscotti perfettamente zuccherevoli, i lunghi ceri per strada, pronti per i devoti o per estemporanee conversioni, il sublime caffé freddo e densi gelati venduti per strada, il traffico in macchina e il labirinto dei sensi unici, i camioncini all’angolo che vendono frutta e verdura in sacchetti di carta pesante.


Oppure potrei coinvolgervi con tematiche più socialmente attuali, come l’imbarazzante caldo che ribolle per le strade, e le tecniche di sopravvivenza del girare per casa scalzi e in mutande.
Anche del boccheggiare in terrazza, sdraiati sul pavimento a pelle di leopardo e della benefica finale svolta che hanno avuto chioschi catanesi di limone e mandarino: hanno riportato su alte vette il mio fragile equilibrio psicofisico-estivo.
Potrei continuare sul dormire nella casa dai muri spessi, con il sole che filtra dalle tapparelle tagliando il pulviscolo e sognando in coma vigile dall’afa quella suddetta e benedetta granita di gelsi neri, tanto cercata ma mai più trovata.

Altrimenti potrei lanciarmi nello svelare misteri e aneddoti dei Mercati all’aperto: tra luce e profumi, sotto il sole a picco e tra la folla che ti spinge e chiama con strani accenti. Mostrare e condurvi per quelli coperti, tra il freddino dei muri di pietra e l’acqua di scolo dei banchi del pesce che filtra e s’infila nelle scarpe.
Oppure condividere ore ed ore liete di cene meravigliose a base di pesci mitologici appena pescati e unicorni che corrono intorno ad un tavolo, discutendo su quale sia l’ingrediente che fa così buone quelle polpette, irresistibile la tipica cipollata e perfetto il rosolio alloro e cannella.
Sulla fiducia, la prima volta di carne di cavallo non si scorda mai.


E come non citare la difficile ed amletica scelta dell’arancino? Potevamo esimerci noi dal pellegrinaggio verso la pasticceria Savia , regina catanese dell’arancino come dovrebbe essere? Certo che no, diamine.
“…..ah questa pasticceria è storia,
la devi proprio vedere..
Sarà affollatissima, un delirio ma merita…”
E così è stato. Affollata, delirante di braccia alzate al bancone con scontrini alla mano, ma cavolo se ne è valsa la pena.

Arancini bollenti e birra gelata dopo una giornata passata al mare. Dovrei per premura aggiungere altro?
“…..Scegli tu, davvero. Sono in preda all’imbarazzo della scelta.
Io davvero non saprei quale preferisco…”
Disquisizioni degne di una tribuna elettorale in televisione, per discutere e affermare con certezza quale sia l’arancino per eccellenza: al ragù o al burro? Magari quello col prosciutto?

In alternativa potrei raccontare del viaggiare in macchina, ancora più a sud verso Ragusa. La strada che si apre, il caldo e i muretti a secco. La voglia di fare e la gioia immotivata del dover aspettare. Il fare l’aereo con la mano dal finestrino e il sole e il vento che intanto ti prendono a schiaffi, e pensare pensare, sognare…
“…Al sole senza crema vengono le rughe, ma mai quanto al troppo pensare…“
mater dixit
Il fermarsi a mangiare al volo un pezzo di Scaccia, riuscendo a districarsi nella scelta tra quelli con ricotta e fave o pomodoro e cipolla. E poi via, si riparte.


Salite ripide e discese improbabili a Ragusa. L’inaspettata bellezza dello scorcio di Ibla che ogni mattina ci dice buongiorno con le marmellate di Laura. La sorpresa celata dei biscotti di Modica, la fatica e l’orgoglio della risalita per i laghi d’Avola, dopo una giornata di tuffi dagli scogli bollenti e l’acqua cristallina delle cascate.
Il forzato dolce rilassamento casalingo in attesa della cena, sonnecchiando sotto la santa e benedetta ventola a soffitto, i dubbi nella pancia vuota e le certezze della pancia piena.
Il barocco perfetto di Ragusa Ibla e di Noto, lo stare al mare tutto il giorno fino al tramonto, tornare in macchina con il sale che si scrosta dalla schiena e rinfrancarsi con una doccia infinita prrima di ripartire per la serata.
Il tutto condito dal pesce sublime, prontamente pescato e cucinato da chi sa il come e il perchè.
Potrei raccontare questo ed altro, ma forse no. Sicuramente non ora. Sono in piena crisi da imbarazzo della scelta.
Strappatemi gli occhi e rovesciatemi il minestrone bollente addosso.
Chiedo venia, ma voglio latitare ancora e rimanere un po’ sospesa nel riguardare e ripensare.
Ci sarebbe così tanto da dire. Forse devo sempre digerire e assimilare, rielaborare le tante storie e i tanti posti.
E tutto è iniziato così, con una granita…

to be continued
Topics: blablabla, photo, reportage, spore, trasferta | 28 Comments »
















September 1st, 2009 at 2:49 pm
Claudia dovresti fare un libro e venderlo alla regione Sicilia!!
Spettacolare reportage e bellisssime le foto… daltronde con Marianne al tuo fianco…
September 1st, 2009 at 2:52 pm
grazie stella!
…e siamo solo all’inizio.
Non hai idea di cosa non mi ha tirato fuori dal cappello marianne per dimostrarmi che era in perfetta forma!!!
September 1st, 2009 at 3:54 pm
partirei subito… anche solo per la granita!! Complimenti per le bellissime foto!
September 1st, 2009 at 6:50 pm
vale la pena passare di qui tutti i giorni nella speranza di ritrovarti… e ogni volta la pelle d’oca, per quel che vedo, che leggo e che sento da dentro, rimane molto a lungo… grazie claudia, bentornata!
September 1st, 2009 at 7:55 pm
I collegamenti ferroviari ad alta velocità andranno da Torino a Salerno dal cambio orario del 12 dicembre 2009, questo è l’annuncio da parte dell’amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, dal Meeting di Rimini di qualche giorno fa. Questo annuncio dovrebbe far riflettere e arrossire tutta la nostra deputazione siciliana, mentre dovrebbe far pensare e correre ai ripari i Siciliani, in considerazione del fatto che la Sicilia anno dopo anno, viene sempre più isolata in materia di trasporto pubblico ferroviario da parte di Trenitalia e tagliata fuori dagli investimenti infrastrutturali ferroviari da Rete ferroviaria Italiana. Mentre l’Italia del centro nord corre sui binari dell’alta velocità, la Sicilia corre sui binari della lentezza infrastrutturale e su opere che da oltre quarant’anni non hanno ancora visto il loro completamento e mi riferisco alla dorsale tirrenica Palermo-Messina ed alla dorsale jonica Messina-Catania-Siracusa. Cosa ha fatto e/o cosa sta facendo la classe politica siciliana per ridurre questo enorme gap infrastrutturale tra nord e sud? Chiedo inoltre, ai nostri politici siciliani se hanno mai viaggiato su un treno regionale e/o su un treno a lunga percorrenza? Sicuramente mai, viste le condizioni. Desideriamo cogliere l’occasione per invitare il presidente della regione On. Raffaele Lombardo, l’assessore regionale ai trasporti sen. Nino Strano, il direttore generale del dipartimento regionale trasporti avv. Giovanni Lo Bue a viaggiare su un treno regionale, assieme a noi pendolari, per rendersi conto di persona in quale stato il cittadino-utente siciliano è costretto a viaggiare. Non è concepibile immaginare un territorio meraviglioso che tutto il mondo ci invidia in questo stato di arretratezza infrastrutturale e siamo convinti che a salvare la Sicilia non siano utili solo le campagne internazionali di promozione-turistica per attrarre flussi ma, un’attenta programmazione e realizzazione di infrastrutture viarie e ferroviarie a breve e a medio termine e di una mobilità sostenibile regionale basata non sull’offerta ma sulla domanda da parte dell’utenza.
Giosuè Malaponti
Coordinatore – COMITATO PENDOLARI SICILIANI
http://pendolarisiciliani.blogspot.com – 3475545402
September 1st, 2009 at 8:46 pm
Amo la Sicilia e mi piace il tuo racconto che la mostra in tutta al sua naturale bellezza
)
Ciao
September 1st, 2009 at 10:29 pm
bentornata. ;-D
sei riuscita a far riaffiorare ancor più vividi nella mia mente magnifici ricordi indimenticabili di tredici anni fa, in fuga col mio amore. grazie grazie grazie
September 1st, 2009 at 11:21 pm
Che delizia! Che sogno!
September 2nd, 2009 at 7:45 am
Sono tornata dalla Sicilia una settimana fa! Grazie per le foto!
September 2nd, 2009 at 9:50 am
Che dire? Straordinarie parole succulente, come al solito.
Un grande rimpianto, mio: quest’estate sarei dovuto andare a Cefalù, ma il destino ha deciso diversamente. Mi rimane comunque il sapore della ricotta salata, portatomi gentilmente in omaggio, a solleticare l’apparato sensorio.
September 2nd, 2009 at 10:46 am
magullo: mmmm la ricotta salata!!!! eh si… quante cose ci sono da gustare!! Dai, il destino non è stato così avverso..alla fine la ricotta l’hai vinta, no??
elisa: allora mi capisci bene eh eh eh eh eh
vera: cara mia, sono ancora sospesa li su quell’isola!
Cobrizoperla: sai che era 10 anni che non ci tornavo?? E la cosa bella è che è stata la stessa emozione, come la prima volta… bellissima e calda come la ricordavo!
lenny: grazie mille, la Sicilia è talmente bella che è quasi difficile da raccontare…
Giosue Malaponti: uao, averlo saputo prima…. il treno che ho preso a ritorno lo abbiamo ribattezzato 30 ORE PER LA VITA. Proprio ieri guardavo uno speciale sulla stazione di catania e i cani randagi.. facevano anche una bella carrellata sui disagi della rete ferroviaria siciliana…
frenci: ciao cara, ben tornata a te! Felice felice che ti piaccia l’inizio di questa storia siciliana… tra un po’ ripassa, che c’è il secondo tempo!!! Non vuoi sapere come va a finire??
maia: si, anche io!
September 2nd, 2009 at 11:05 am
Claudia, sono davvero senza parole. Credo sia uno dei migliori post di sempre (e non solo dei tuoi – sì, ti leggo spesso e non commento mai). Da siciliano, ti ringrazio per le parole e per gli scatti.
September 2nd, 2009 at 11:24 am
nemo… mi fai commuovere così però eh !!!!
Grazie
September 2nd, 2009 at 11:26 am
Magnifico post, foto evocative con una luce che pare un po’ retro’, come il luogo del resto, con una sorta di retromarcia inserita verso gli anni ’60. Devo andare, devo.
Il mio mitico osteopata, siciliano autentico trapiantato a Bologna, mette la macchina sul treno il giorno prima di partire in aereo (per la macchina sul treno la prenotazione deve avvenire MESI prima), e la preleva dalla stazione all’arrivo a Catania. Questo sistema mi ispira assai.
A presto
September 2nd, 2009 at 11:34 am
ciao. io sono siciliana. provincia di Catania. adesso sto a Roma. immagini e parole m’hanno fatto venire la pelle d’oca. complimenti. mi hai riportato a casa. grazie.
September 2nd, 2009 at 11:53 am
Grazie per questa piccola anticipazione della vacanza che mi aspetta la prossima settimana, sarò sull’altra costa ma mi sembra già di sentire il profumo caldo di Sicilia.
LE tue immagini sono commoventi!
Un bacione
fra
September 2nd, 2009 at 12:32 pm
Ciao Claudia, arrivo qui per caso e da catanese non posso che commuovermi quando leggo di visitatori che rimangono estasiati da una terra martoriata come la Sicilia.
Io ultimamente non riesco più a vedere quella magia ma solo problemi e il tuo post mi ha fatto sognare.
Complimenti per tutte le tue succulente foto.
September 2nd, 2009 at 1:13 pm
Dovresti veramente scrivere un libro tutto tuo….parole e immagini!!! Sei troppo brava!!!
September 2nd, 2009 at 1:28 pm
marta: chissà… chissà….:)
lietta: grazie per la mail, ti ho appena risposto!
ciao bella
fra: UAO !!! MMMMM CHE VOGLIA DI PROFUMO CALDO DELLA SICILIA!!!!
sonosoloio: grazie, ma è davvero la sicilia che fa tutto da sola… come si fa a resistere??
fedeccino: ehehhee, complimenti all’amico! Questa mi mancava ma la trovo assolutamente geniale
September 2nd, 2009 at 4:31 pm
Ciao Claudia, mi hai ricordato il giro molto simile fatto un paio di anni fa: Catania, Caltagirone, Modica, Ragusa, Marzamemi, Siracusa. Quanto ho mangiato bene in quella vacanza! Mi hai fatto tornare il Mal di Sicilia
September 2nd, 2009 at 11:08 pm
una Siciliana passando da qui ti ringrazia di cuore…se non lo fossi credimi sarei partita subito per innamorarmi come te…ed io che sono siciliana lo sono già innamorata…ciao
September 3rd, 2009 at 10:49 am
Ciao Claudia,
sono rimasta con gli occhi aperti, stupiti dalla bellezza delle immagini e rapita dal tuo racconto così ben descritto che mi sembrava di star lì!
Terra magica e piena di colori,sapori e profumi…e tutto è partito d una granita! Pensa se partivi da una cassata o da un cannolo non immagino cosa avresti scritto!
Sei fenomenale e grazie per avermi riportato indietro nel tempo
ad una lontana e prima vacanza fatta con le amiche ad Acireale, Acitreza, Taormina e Catania…
Mi piacerebbe molto ritornarci e visitare Ragusa,Siracusa, Agrigento, Palermo e tutta la Sicilia!
September 4th, 2009 at 12:47 pm
Vorrei cominciasse cosi’ anche per me. E’ bastato un accenno per farmi sognare. Stupendo!
September 4th, 2009 at 12:58 pm
carla: ma allora siamo tanti! Potremmo aprire un gruppo d’ascolto per quelli che ci sono stati e vorrebbero tornare in sicilia!!!
trilly: figurati, sono io a ringraziarti!
dada: grazie
maricler: si si, uniamoci !!!!
September 4th, 2009 at 1:37 pm
purtroppo non sono mai stata in Sicilia… ho letto “l’isola che brucia” di Gianni Farinetti che mi ha fatto sognare Stromboli, ho letto Camilleri che descrive la sua terra in modo così… personale.
spero di poterci andare al più presto per far parte di quella folta schiera di amanti!
grazie!
January 12th, 2010 at 8:15 pm
Grazie per questo racconto bellissimo della mia Sicilia. Io sono orgogliosa di quest’isola e le bellezze che tu hai appena svelato. Tanti mi hanno chiesto perche’ ho lasciato un posto in banca in Inghilterra per vivere qui in Sicilia. Ma, dopo il tuo racconto mi sembra ovvio!!! Grazie!
April 11th, 2010 at 12:20 pm
Bellissime foto. Ma le arance siciliane?
April 26th, 2010 at 12:56 pm
Bellissimo racconto, parole e immagini che emozionano…mi auguro solo che tu non abbia assaggiato solo la granita di C&G. Da catanese ti dico che è la peggiore,purtroppo è un bar molto sopravvalutato che stravolge i veri sapori siciliani…Si vede dalla consistenza, dal colore che quella non è la vera granita di Gelsi…la prossima volta che ricapiti a catania, fammi un piacere vai da Pellegrino,lascia stare C&G!!!