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La calçotada popular
By Claudia | June 15, 2009 | 2,036 visite

Appagate i vostri sensi perdendovi per le strade di Barcellona.
Ancora Barcellona, sorprese e stupore nel vagabondare senza meta per le strade della città. Fortemente sconsigliato il pianificare e organizzare cosa c’è da fare e vedere. Meglio cimentarsi in un serio e costante peregrinare, per lasciarsi travolgere dagli eventi.
Difatti qui è sempre tutto imprevedibile, se non mi fossi trascinata a caso per le vie, me lo sarei proprio perso.
Ah beato girovagare!



Una mattina, sperimentando le strade intorno a casa, segnale di brace e avvisaglie di vociare dal fondo della via.
In modo del tutto inconsapevole e innocente, stavo andando incontro ad una delle tradizioni più diffuse e famose in tutta la catalogna, un rituale stagionale che unisce e riunisce: cultura popolare, cipolle e mangiare in strada.
Mi avvicino lentamente e nuvole di fumo bianco e fragrante mi avvolgono e si alzano in cielo: habemus cipolle alla brace!
Inebriante richiamo.
Mai sentito parlare della La Calçotada Popular?
Questa è la mia prima volta.
“….Tipo dei cipollotti cucinati alla brace…”
Detta così non fa un grande effetto. Ma per chi come me, fa parte dei devoti a Nostra Signora Cipolla, anche solo valutare la possibilità improvvisa di gustare cipolle alla brace in strada, con una bolgia di perfetti e spagnoli sconosciuti…. beh, ha del meraviglioso.

Appagnate i sensi con questa strana gioia di cucinare insieme per strada, lo strabordante cibo di quando si mangia in tanti per una festa, la lunga fila di tavoli di plastica bianca direttamente in strada, le reti dei letti trasformati per l’occasione in enormi e perfette griglie. Si gozzoviglia tutti insieme, tra birra e brace.
Cipolla è l’ingrediente, il collante di questa occasione. Mai più senza. Prevedibile? Esiste nella vita reale o immaginaria qualcosa di più economico, saporito e reperibile della suddetta cipolla? Osannata dalle cucine tradizionali, ha adepti in tutto il mondo poichè coltivata ovunque.
Quindi evviva la cipolla e i suoi fratelli tutti.

Preparare, guardare, chiaccherare, bere, cucinare, mangiare: ognuno ha il suo preciso compito. Anima e corpo intrisi di fumo e birra, mani e braccia nere di cenere, gli odori e le facce nuove: di nuovo magia di mangiare in strada.

Ma di preciso, cosa sono questi calçots?
Cipolle fresche, coltivate in modo particolare, perfette per lo scopo della giornata: cotte intere, sulla brace, per una eccellente grigliata vegetariana.
Ho visto questi cipollotti uscire dal fuoco coperti di cenere, ancora caldi e fumanti. Ho ammirato il poderoso atto di eroismo maschile (detto probabilmente testosterone o gagaronaggine) dello sbucciarli a mani nude. La delizia si compie tuffandoli nella Salsa Romescu, sempre in assoluto rispetto della tradizione locale. Questa salsina è a base di mandorle, pomodoro, aglio, peperoni e naturalmente fiumi d’olio.

Ecco tosto la ricetta e il modus operandi per realizzare una perfetta calçotada popular, estrapolata da rare e impagabili coversazioni in lingua ignota, tra lo spagnolo il portoghese e l’italiano.
Calçotada e Salsa Romesco
- cipollotti spessi 1 decina
- sale
- pepe
per la salsa
- pomodoro 3 maturi
- pane raffermo 2 fette
- aglio 3 spicchi
- peperoni rossi 2 grandi
- mandorle 20-25
- aceto 2 cucchiai
- olio extra vergine 6 cucchiai
- sale
- pepe
- paprika forte
- acqua
30 minuti di cottura alla griglia per le cipolle. Nel frattempo preparare la salsa. Abbrustolire pane, aglio pomodoro e peperoni, tostare le mandorle in una padella antiaderente. Ammollare il pane in acqua e aceto. In un frullatore o in un mortaio (a seconda della vostra pazienza) mettere tutti gli ingredienti, aggiungendo paprika, sale e pepe. Mescolando aggiungere olio fino ad ottenere un composto fluido e liscio, senza grumi.
Appena trascorsi i 30 minuti di cottura cipolle, taglaite gli estremi dei filamenti della radice e iniziate a sbucciarli eliminando la parte esterna, carbonizzata.
Ancora caldi, tuffateli nella salsa tiepida. Mangiare con le mani.

Topics: blablabla, photo, reportage, street food, trasferta | 18 Comments »
















June 15th, 2009 at 12:22 pm
Buongiorno…é un rito bellissimo che, si…avevo sentito parlare da una mia collega spagnola e poi visto le foto sul blog di Campo di fragole…meraviglia delle meraviglie, adoro girovagare….nei blog come il tuo dove ogni volta c’é la ricchezza e la cultura del mondo…peccato che non posso farlo personalmente, il mio lavoro mi trattiene sul posto
))
Un’abbraccio!
June 15th, 2009 at 12:23 pm
ps: Magari ci provo a farli
June 15th, 2009 at 12:46 pm
wow! che meraviglia!! Beato girovagare! concordo in pieno!
June 15th, 2009 at 12:47 pm
I’m in love… with your photos !!
Un admirateur
June 15th, 2009 at 12:47 pm
eh eh, prova prova!
Mi son fatta spiegare che il farlo in strada era per speciale occasione. In realtà mi dissero che fatta in casa, anche in bistecchiera, rende bene!
L’importante è trovare cipolle dello spessore e dimensione giusta!
grazie mille mariluna
June 15th, 2009 at 12:49 pm
ciao silvia!
non hai idea di quante cose ci sono in giro a barcellona! Altro che guide e percorsi, basta …camminare!!!
cubi: ohhh, thank you!!!
June 15th, 2009 at 12:52 pm
io li conosco perchè ho vissuto 5 anni a bcn e penso che sia una delle cose più squisite del mondo!!! solo una cosetta… i calçots non sono essattamente i soliti cipollotti che troviamo al mercato, sono un tipo di cipolla speciale e mooolto più dolce che si trova in Cataluña, neanche al sud della Spagna ce li abbiamo!!
Proverò la salsa con la tua ricetta, está buenísima!!
Foto bellissime… come al solito
June 15th, 2009 at 12:54 pm
eh ma infatti lo avevo percepito da forma colore e sapore!
loro insistevano sul fatto che alla fine potevo provare a farle anche a casa con le nostrane…. ma forse lo hanno detto per gentilezza e per non deludermi
June 15th, 2009 at 2:02 pm
Una ricorrenza che non conoscevo, ma che mi piacerebbe vivere. Un vero momento di street food, dove si diventa tutti un po’ amici. Magie del fuoco e della cipolla ;D
Un bacione
fra
June 15th, 2009 at 2:13 pm
Claudia !!
non mi ha riconosciuto ???
guarda qui ==> http://www.myspace.com/quentinbv
(non ti ricordi? un poverino parigino a livorno, nella casina rosa al fondo del jardino..)
June 15th, 2009 at 2:39 pm
…..Quentin tesoro mio! Ma come stai??
Sono appena tornata da un weekend a Parigi! Avevo voglia di chiamarti ma il tempo è stato davvero poco…
Che fai?
Quando vieni a milano?
Un bacio
fra: eh si cara mia! Le grigliate saldano e creano inaspettate amicizie socio-gastronomiche
Mi piacerebbe lanciarmi in che sò, grigliate di zucchine e melanzane lungo il naviglio, oppure la famosa frutta alla brace….
June 15th, 2009 at 7:03 pm
Eccolo il vagabondare a Barcellona, lo stavo aspettando! E che magnifica tradizione… le cipolle alla brace sono davvero una leccornia esaltante! Qui noi buttiamo sulla griglia le magnifiche Tropea ma qualunque cipolla degna di nota dà il meglio di sè! Bellissime foto… come sempre
)
June 15th, 2009 at 7:23 pm
Meraviglia!!!!
E quelle reti da materasso poi!
June 15th, 2009 at 8:25 pm
chiara.u: vedi!!! me lo sentivo che mi avresti dato la chiave di lettura, la svolta italiana su questa Nostra Signora Cipolla!!!!!
Azabel: capisci che bellezza! No dico, RETI DA MATERASSO per grigliare…. scene impagabili!!!
June 15th, 2009 at 9:35 pm
Letteralmente un letto di cipollotti. Fantastico! …altro che principessa sul pisello!
June 18th, 2009 at 9:02 pm
Che spettacolo claudia! Non vedo l’ora che arrivi agosto per partire!
Ricordati che mi devi far avere una lista di cose asssolutamente da non perdere!
Le foto invece… non te lo dico!
June 24th, 2009 at 11:56 am
Delicia!!
Spero di avere la fortuna di trovare un vicolo come questo al mio arrivo a Barcelona.
Bellissime foto e geniale l’idea di utilizzare le reti del letto come griglia
un abrazo!
October 21st, 2009 at 10:47 pm
Ciao Claudia! Ma che bello hai parlato dei calçots! Qui a Girona dove vivo abbiamo la stessa tradizione. Credo che quel misto di spagnolo, portoghese e italiano a cui ti riferisci e’ la lingua catalana….
Besitos
Dani