Dolci reminiscenze culinarie: questa è un’altra che fa sbavare.
Anche se fortunatamente un sano e costante cinismo mi pervade, disgraziatamente quando parlo di cucina si mescolano ricordi e sensazioni che trasudano metafisico. L’inarrestabile emergere di cimeli di infazia più o meno comprensibili.
Il caso vuole che la mia infanzia gastronomica (e non solo) girasse intorno al tavolo di marmo in cucina di mammà: freddo d’estate, caldo d’inverno. Enorme e bianco, nel centro della stanza con le gambe grosse e pesanti di legno, scorticato dal felino dilettarsi nell’arrotaggio artigli.
Mani appiccicose di miele, serissimi esperimenti scientifici di glassa e colla di farina, indomabile pasta di sale, bottiglie e bicchieri come teorici ma inabili mattarelli estemporanei, stampini e timbri intagliati in patate colorate e sughero sbruciacchiato, enormi grembiuli fascianti. E noi li, in piedi o in ginocchio sulle sedie impagliate per arrivare al tavolo.
Ed ecco il cimelio gastronomico. Tra tutte le varie ed eventuali sperimantazioni del caso, questa reminiscenza. Le pere, ruvidine e granulone, morbido contrasto tra buccia e polpa, la frolla di farro con quel sapore inconfondibile di casa.

Sguardo serio e deciso, imbrattarsi e impolverarsi, affogare nella farina oramai incontenibile e autonoma, le mani di mamma sul tavolo di marmo che mi aiutano a impastare. Poi faccia riflessiva spalmata allo sportello del forno, con il tic tac del timer come fosse un orologio a pendolo.
Tic tac tic tac tic tac……..
Quanto manca?
Posso mangiarlo subito, vero?
Domani.
Prego? Ma siamo impazziti???
Maledizione.
Agonia di zucchero che volteggia tra le stanze, detta anche la tradizione vuole che si possa mangiare solo il giorno dopo. Di girare per casa, facendo finta di niente, col profumo che si diffonde e si sparge. Leccherei anche le tende intrise di vaniglia.
Merenda eh.
Mica te lo dicono che stai preparando merenda si, ma del giorno dopo.

Pasta frolla di farro
* farina di farro integrale 150g
* amido di mais 50g
* farina 00 50g
* zucchero di canna 80g
* margarina vegetale 100g
* vanillina 1 bustina
* sale un pizzico
* lievito 1/2 bustina
* acqua qb
Setacciare le farine e il lievito, unirle con lo zucchero e sale, disponendole a fontana. Al centro spezzettare la margarina (ammorbidita a temperatura ambiente) e iniziare ad impastare. Eventualmente aggiungere un po’ d’acqua se il composto risultasse troppo duro o poco elastico. Raggiunta la giusta compattezza, avvolgere l’impasto con della pellicola e lasciarlo riposare in frigo per un’ora.
Per il ripieno
* pere 4 piccole
* marmellata prugne 4 cucchiai
* acqua 1 cucchiaio
* miele 1 cucchiaio
* cannella qb
* zenzero qb
Lavare bene le pere, tagliarle a fettine (non sbucciare!) e pulirle dai semi. Scottarle in padella con un cucchiaino di miele per un minuto a fuoco vivo. In un pentolino sciogliere a fuoco basso la marmellata con l’acqua fino a quando non risulti un composto fluido e omogeneo. Lasciare raffreddare.
Crostatine di farro e pere
procedimento:
Stendere col mattarello l’impasto che era a riposare in frigo. La pasta non deve essere più alta di 0,5 cm. Adagiarla nello stampo imburrato e infarinato in modo omogeneo. Bucherellare il fondo con una forchetta e infornare per 10 minuti a preriscaldato 180°c. Appena il timer smette di ticchettare, estrarre le tortine dal forno, un cucchiaio di marmellata a testa ben spalmato e sopra 4-5 fettine di pera. Rimettere in forno per altri 10 minuti. Appena pronti, quando saranno belli dorati e profumati, spolverare con zenzero e cannella a piacere.
Sevire e mangiare il giorno successivo. Chi ce la fa, mi dica come si fa.
Ella fu, siccome immobile….

Questa ricetta va dritta dritta a partecipare al concorso Inventa la ricetta nella categoria La cucina dei ricordi.




Non ho mai fatto la pasta frolla di farro…da provare sicuramente!
Bellissimo il tuo racconto…molto vivo e dolce…come la crostata:)
La mia di mammà non cucinava molto… non le piace (O_o)! Ma le mie nonne…. ah tutte e due da impazzire! Gran bel racconto… delle foto non c’è neppure bisogno di parlare! Quello con il tuo blog è sempre un bell’appuntamento, grazie
ciao Claudia! Che bel cimelio culinario, appetitoso…e le tue fotografie sempre bellissime! Mi piace visitare il tuo blog e trovare tutti questi colori che riesci a catturare e amalgamare… quasi quasi la ricetta finisce in secondo piano! a presto, ciao
Silvia
magnifico racconto, molto tenero nei ricordi…conseguente di queste tortine profumate!!!
Che voglissima Claudia!! ;DDD
Scopiazzolo la ricetta.. che ho una voglia di provare a fare una frolla al farro ed è già la seconda ricettuola che becco, con la marmellata poi mi sa che ci sta proprio!..l’associazione con la marmellata di mirtilli ad esempio so che è goduriosa!
Mi hai troppo divertita con l’agonia di zucchero.. e il leccherei anche le tende intrise di vaniglia! ^-^
Molto molto azzeccati!
La sensazione di agonia da zucchero è fntstica:) Mi delizia questa frolla al farro, da provare..se resisto..
Un racconto di ricordi evanescenti ancor più delizioso (forse) delle crostatine ….
Spettacolari anche gli altri post che mi ero persa!
Ciao
Davvero, non saprei cosa scegliere: le foto, il racconto o la ricetta…
Mi fai sognare.
nasinasi
La frolla al farro deve essere sublime, sul ripieno sorvolo perchè al solo pensiero mi viene un’acquolina incredibile
Foto superbe come al solito!
Un bacione
fra
UAO quanti commentoni!
vedi a volte, da grandi sofferenze….grandi soddisfazioni!
cratzie
Bel racconto! Ball ricetta!! Questa crostatina di farro e pere mi fa sciogliere il cuore! La provero subbito! Grazie!
This sounds so delicious!
mamma mia che roba buona!!! e a quest’ora l’addenterei moooolto volentieri!
tsè…aspettare un giorno…lo spieghi te alla mia famelica metà che entra in casa e annusa come un setter in cerca di tartufi?!?!? complimenti, come sempre e per le foto e per i testi!!!!
What a beautiful pear crostata – lovely photos too!
mi hai fatto morire dal ridere…perche’ e’ proprio vero, mica te lo dicono che stai preparando la merenda del giorno dopo…. a casa mia succedeva anche di peggio, quando si preparavano le pastiere per pasqua… diciamo una settimana prima…. o quasi…
Marmellata di prugne e pere? Da provare