Claudia CastaldiPhoto & Foodstyling

Barcellona e la casa di Jose Miguel

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Gran peccato non può star celato…

Distrutti da un viaggio devastante, una casa ci accoglie, una cucina ci fa sognare e ci svela questi tre giorni a Barcellona.

Oggi ho corso per essere qui, in questa cucina. Ce l’ho fatta, sono arrivata in tempo per vedere questo coniglio immolarsi per la nostra cena, tra le mani e i coltellacci di Jose Miguel.
Chiedo venia, che il coniglio non me ne abbia.

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Mi piace entrare nelle case. Il puro piacere di trovarsi in altrui dimore e vissuti. Sfrutto il viaggiare low cost per avere la scusa seria e credile di imporre la mia presenza fisica e farmi ospitare.

Da brava vouyerista, guardo e scruto ogni angolo della casa ospitante. Inseguire storie e biscotti. Guardare dentro i frigo e le dispense, in cerca di ordine maniacale di barattoli o disordine di latte andato a male in frigo.

Mi appaga guardare chi cucina. Nella propria cucina, nel suo territorio, con tutti gli oggetti dove devono stare, con le proprie abitudini, trucchi e segreti.

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Come entrare in una camera, aprire l’armadio e provarsi tutti i vestiti stando allo specchio. Ti metti addosso le sensazioni di qualcuno .

Puro godimento di un parassita che succhia la vita altrui.

Di ascoltare la sua musica, di vedere quale marca di pasta preferisce, quanto aspetta prima di buttare via roba aperta, quanto dura il formaggio nel suo frigo. Cosa fa del pane ormai secco. Cocacola o Pepsi? Burro o margarina? Frivolezze.

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Stasera mi diletto con Jose Miguel, padrone di casa che ci ha adottato a Barcellona. Mi preparo per la sua paella nella sua cucina.

Coniglio c’è.
Riso c’è.
Una cassa intera di ingredienti.
Vino e musica ci sono.
Coltellacci e padelle, presenti.

Calma e sangue freddo, iniziamo con questa Paella.

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Cucina piccola, come ascensore piccola, prima tende all’imbarazzo, poi alla forzata convivenza e famosi discorsi da ascensore. C’è il vino che scalda, ci si abitua, e la musica porta alla condivisione intimistica.

Destrezza nel non sbattersi addosso o rovesciarsi bollenti padelle. Si familiarizza, ci si abitua con gioia, lentamente agli altrui movimenti in angusto spazio, ogni tanto inciampiamo e ci schiviamo.

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Il limite e il vantaggio di non parlarlare la stessa lingua, situazione potenzialmente ostile di dover comunicare con sguardi, gesti e movimenti.

Caticchiamo e sorridiamo. Con lo sguardo.

Chaiccherare, canticchiare e bere vino cucinando… c’è altro da chiedere? E’ l’esperienza che preferisco in assoluto. Con calma, silenziosamente fai tuoi i suoi gesti e i modi di muoversi,  dribblando fumo, schizzi di sugo e olio, fuochi e pentole.

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In situazioni come queste riscopro quello che mi è sempre piaciuto di tutto questo cucinare: provare nuovi ed eccitanti piatti, misteriose ricette con ingredienti sconosciuti, e tutte le riflessioni che conseguono da avere a che fare con chi le sta preparando davanti ai tuoi occhi.

Ma ahimé, questa particolare paella con coniglio di Jose Miguel, rimarrà di ingredienti incerti, causa del mio imbarazzante spagnolo che non ha saputo cogliere i segreti. Posso provare ad intuirne la ricetta, ma non credo che faccia la vera differenza. Mi dilungherei più volentieri sul sapore e la brezza di questa paella vissuta sulla terrazza  Jose Miguel.

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Case altrui, altrui passi. La danza della cucina. Ci continua a cullare il vino, la musica e lo sfrigolare delle padelle. Il rumore del riso versato, la gente che ride in salotto, il rumore secco del coltello che affetta. Il giusto relax pre-cena, prima di una degna serata che ci aspetta Barcellona. C’è chi entra e c’è chi esce dalla cucina a fare il pieno del bicchiere, il campanello suona e la casa lentamente si riempe.
La cena è pronta. Iniziamo la serata.

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Ecco questo è l’inizio.

Il potenziale di qualcosa, vorticosamente soleggiato e fumoso. Tre giorni a Barcellona. La città turba, per il mare, la brezzale nuvole e la gente.

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12 Commenti

  1. andrea scrive:

    tanto la mia adorazione quanto la mia buona invidia nei Vostri confronti, cara Claudia, sono inesprimibili con le mie parve parole.

    Mi prostro e chiedo scusa di questo commento dopo tanta bellezza ma ahimè non resistetti dallo scriverlo nel momento in cui lo scrissi…

  2. chiara.u scrive:

    Barcellona… la amo! La amavo da bambina; per me era una festa partire… anche se ci andavo per motivi di salute… si girava nei tempi morti e la amavo… Per gli stessi motivi la odiavo da adolescente, come solo un’adolescente può odiare…
    Sono tanti anni che non torno ed ora mi manca… tanto! Che belle sono le tue foto Claudia! Scusa questo post un pò… melancholia! Ma ogni volta che la vedo,la sento nominare ne sento la mancanza!! Bando al sentimentalismo!!! Hai reso la convivialità in maniera splendida! A questo punto aspetto il reportage sulla città :)
    Scusa ancora e grazie!

  3. Silvia scrive:

    che foto bellissime, come sempre! hai proprio ragione, è bello vedere le case e le cucine… qui in Svizzera tutti hanno finestre grandissime e pochi hanno le tende, così spesso la sera tornando dal lavoro sbircio un po’ le vite degli altri, di solito già a cena molto presto, o che stanno preparando… Spero arrivino presto altre foto del tuo viaggio! A presto, Silvia

  4. Claudia scrive:

    silvia, che bellezza è sbirciare nelle altrui finestre!!!
    Allora non sono l’unica food-stalker su piazza!
    uhhhh, mi sento meglio :)

    chiara, per me Barcellona è sempre un’incognita, ogni volta che vado non so che aspettarmi… è talmente imprevedibile che mi risucchia!
    Reportage sulla città? MMMMmm vedrai che le cose sono state un po’surreali :)

    andre, te mi vizi e stravizi… in maniera del tutto immotivata. Ma adesso mi sovviene che per ogni fav avevi un tesseramento ponci! Ecco spiegato l’arcano mistero: vuoi passare alla tessera glod-ponci ! :)

  5. tappano scrive:

    cara pyondina delle foto non ti dico più nulla, lo sai ormai che sono pura poesia per me… (arposito da lunedì torno a scuola di fotografia e sono emozionato come un bambino..:)

    invece ti romperò le scatole nei prossimi mesi per chiederdi se hai qualche dritta, perchè stò organizzando il “viaggio di famiglia” annuale, e quest’anno la meta sarà proprio Barcellona, da raggiungere in auto da milano, non vediamo l’ora e le tue foto rendono la nostra attesa ancora più palpitante…

    a presto e grazie

  6. Leggere il racconto tra la poesia delle parole e le sfumature delle foto è come passeggiare e sorseggiare un bicchiere di sangria fruttato … noi che osserviamo chi osserva :-)

  7. mallory elise scrive:

    i love the cutter board in these photos, absolutely brilliant. bravo bravo bravo. im sorry i dont speak italian :(

  8. elenapollo scrive:

    fantastiche! testi e foto sono pura poesia…e ormai i complimenti si sprecano!;)

  9. Claudia scrive:

    elena: addirittura?! oh mamma mia, grazie :)

    mallory: thank you! Don’t worry about your italian…. this post talks about my feeling in Jose Miguel’s kitchen: I love watching people cooking in their own kitchen just to appreciate their story…..:)

    twostella il giardino dei ciliegi: bona la sangria!
    Aprezzo che tu aprezzi, grazie :)

    tappano: pyondi agenzia-viaggi ti farà avere al più presto tutte le info in merito, intanto la saluta cordialmente!

  10. isafragola scrive:

    scrittura molto evocativa, sei riuscita a farmi dimenticare che si trattava di un coniglio! Alla prox, che spero sia presto

  11. Moira scrive:

    Wonderful meal with great photos as always.
    Bacio
    Moira

  12. il ramaiolo scrive:

    Ti scopro per caso…Complimenti per tutte le tue foto…il tuo blog mi piace molto… qualcosa mi dice che sarà tra i preferiti prossimamente… Grazie Ciao!!!

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