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    I tetti di Parigi

    By Claudia | December 2, 2008 | 2,899 visite

    Cinque giorni a Parigi. Appena di ritorno devo lasciare decantare le facce, le storie, i luoghi, i vecchi e nuovi amici….

    L’atmosfera è sempre così meravigliosa a Parigi,  tra boulevards, bistrots, café, stradine, parchi e monumenti.
    Il solito angolo di Rue Saint-Honoré, lungo la Seine vicino a quell’ albero,  la piazzetta con la fontana dietro casa, i ristoranti di Rue Sainte-Anne, sulle panchine e seggiole di ferro verde nei parchi…..

    Vous avez choisi ?

    Tutto si mescola perfettamente, storia, tradizione e questa sensazione di cambiamento e innovazione che trasuda da ogni muro, sasso, albero, strada. Forse un po’ inventata e mai esistita, ma questa città mi calza a pennello, ogni volta riesco a ritrovarmi e reinventarmi.

    À vaincre sans péril, on triomphe sans gloire
    (Corneille)

    Ora il sapore è diverso, più buono. La Parigi da turista è stata sdoganata, stavolta ho sentito la Parigi delle persone.

    L’appartamento di Parigi accoglie, scalda dall’inverno Parigino,  tranquillizza e racconta tutte le sue storie tra uno scricchiolio del vecchio parquet e le montagne di libri sparsi. Ma soprattutto apre le sue finestre sui tetti di Parigi.

    Ah, i tetti !

    Scrutare i tetti radenti, con una tazza di café au lait e il profumino di pain au chocolat appena preso alla boulangerie sotto casa. Tetti e abbaini, comignoli e tubi che sbuffano, scale e scalette: da qui si vede tutta Parigi.

    Niente sfugge.

    Questi tetti grigi sotto un cielo bianco, con le finestrine che ti guardano… all’improvviso inizia a piovere, tutto è grigio e coperto, ma inaspettato filtra sempre un po’ di sole, e tutto comincia a brillare!

    Ogni volta, tutte le volte, costantemente. Succede sempre così. D’altro canto siamo a la Ville Lumière.

    Il freddo e la città che si prepara al Natale, camminare per ore col vento gelido in faccia ma col sorriso stampato e lo sguardo sognante… niente di più amabile di un dolce rientro dopo un estenuante giro.

    Si cena al caldo, l’ appartamento all’ultimo piano di questo bel palazzo, nel tepore di una cucina parigina, cucinare e chiaccherare con un bicchiere ovviamente di champagne, buttando un occhio alle finestre e scrutando i tetti e le altre case che piano piano si accendono.

    SOTTO I TETTI DI PARIGI

    À la Carte

    Champagne è d’obbligo, siamo a Parigi. Il brodo è necessario, fa freddo. Lesso di pollo e acciugata è vizio: troppo ghiotta, non si sfugge. Zucchine al pepe rosso sono la moralità e lo sfizio, è verdura per sentirsi salubri ma con il pepe che stuzzica. Uvetta e gingembre sono l’ assuefazione, niente di più facile che cadere nella dipendenza dello zenzero candito.

    Acciugata x 4

    In un pentolino far dorare a fuoco basso olio e aglio schiacciato. Disliscare le acciughe e farle sciogliere lentamente nel pentolino, sempre a fuoco basso. Prima di sevire, togliere l’aglio.

    Zenzero Candito

    Pulire lo zenzero e tagliarlo a cubettoni di 2-3 cm. Lessarlo in acqua per una ventina di minuti, scolarlo e lasciarlo raffreddare. Metterlo in una casseruola con lo zucchero e ricoprite con l’acqua. Bollire fino a far evaporare l’acqua, mescolando talvolta. Quando lo zenzero sarà trasparente e l’acqua asciugata, togliere dal fuoco e disporre lo zenzero su carta da forno. Eventualmente rispolverare con lo zucchero.


    E mentre si mangia, indagare, guardare, per rubare dagli occhi delle persone il vissuto e le sensazioni di com’è vivere a Parigi.

    Rivoluzione.
    Sempre nuova, ti rapisce e ti accoglie.

    Ultimo bicchiere di champagne, ultimi sguardi. E’ tardi. Domani la giornata è lunga, le finestre si sono spente e i tetti si intravedono appena.

    Ecco, adesso so cosa mi mancano.
    I tetti.

    Sono quasi pronta per raccontare questi giorni passati alla Ville Lumiere.

    Rien ne sert de courir, il faut partir à point
    (La Fontaine)

    Topics: blablabla | 18 Comments »

    18 Responses to “I tetti di Parigi”

    1. garghe Says:
      December 2nd, 2008 at 12:24 pm

      che bello questo percorso Claudia! i tetti, il cibo e le sensazioni…

    2. Claudia Says:
      December 2nd, 2008 at 1:12 pm

      grazie garghe, è solo un primo abbozzo…. avrei così tante cose da far vedere e da dire… beh, lo sai meglio di me, no?

    3. fra Says:
      December 2nd, 2008 at 4:01 pm

      Che meraviglia e che voglia di rivedere Parigi…
      Un bacio e grazie
      Fra

    4. Cobrizoperla Says:
      December 2nd, 2008 at 4:53 pm

      per un attimo non mi sono fatta distrarre dai rumori da vicino e mi sono davvero sentita lì! mi è parso di sentir perfino l’odore dell’aria. che belle foto!

    5. barbara Says:
      December 2nd, 2008 at 5:00 pm

      Con le tue immagini e le tue parole mi hai fatto risentire immersa nelle atmosfere di Parigi: splendide foto, grazie!

    6. mariluna Says:
      December 2nd, 2008 at 9:04 pm

      magnifico racconto ho vissuto con te questa sensazione di vivere i tetti di Parigi, seppur li guardo da giu’ spesso, molto spesso sognando di poterci salire un giorno in uno di que magnifici palazzi parigini.

    7. twostella il giardino dei ciliegi Says:
      December 2nd, 2008 at 10:37 pm

      Sono un paio di anni che programmo di ritornare a Parigi, ma non ci sono ancora riuscita … con questo post una nostalgia infinita … bellissime immagini :-)

    8. tappano Says:
      December 2nd, 2008 at 10:47 pm

      che dirti… cancamini cancamini, spazzacamin :-)
      scatti sempre spettacolari!

    9. gunther Says:
      December 3rd, 2008 at 11:21 pm

      i tetti di pargigi sono un altra cosa vero? e poi quelle luci calde dell’ambiente delle case e si devo aspettare natale per tornarci

    10. Anna Says:
      December 4th, 2008 at 10:27 am

      Sai che adoro le tue foto ma i tuoi racconti non sono da meno…un abbraccio

    11. Alessandra Says:
      December 4th, 2008 at 2:14 pm

      Le tue foto sono magiche e mi trasportano in atmosfere da sogno…
      Grazie!

    12. Nina Says:
      December 7th, 2008 at 3:37 pm

      Comprendo bene il tuo decantare, capita lo stesso a me.
      E per Parigi serve un decanter gigante, trasparente, umido e profumato..

      Ciao,
      nina

    13. Federica Says:
      December 9th, 2008 at 1:19 pm

      Ciao :)
      Parto domenica pomeriggio, per qualche giorno soltanto, e condivido il tuo incanto per questa citta’.
      Ci sono stata oramai molte volte, ma trovo che ogni visitatore abbia i suoi segreti ed i suoi coups de coeur, quindi ti chiedo :
      hai qualche meta – gastronomica e non – che hai voglia di suggerire-condividere ?
      Grazie e a presto, Federica

    14. Claudia Says:
      December 13th, 2008 at 3:21 pm

      Oh mamma quanti commenti!
      Grazie a tutti per la visita. Mai, non lasciatevi scappare l’occasione di andare. Parigi non delude mai!
      Basta lasciarsi cullare dalla città, all’improvviso…..arriva sempre la scoperta, la meraviglia !

    15. Murphy_N Says:
      January 3rd, 2009 at 5:21 pm

      ….ty odyo sempre pyù…..

    16. Luisa Says:
      February 19th, 2009 at 5:36 pm

      Non sono mai stata a Parigi, ma dopo questo mi é sembrato di vivere lì da anni.
      Grazie.

    17. roberto Says:
      September 3rd, 2009 at 4:11 pm

      Bellissimo racconto; le sensazioni parigine sono uniche e sei riuscita con delle pennellate a raccontarla meglio di tanti pittori………

    18. Casa Dolce Casa | claudiacastaldi.com Says:
      March 10th, 2010 at 11:56 pm

      [...] mese mi ha dato buongiorno e buonanotte, scandendo il passare del tempo. Un panorama che certo non mi è nuovo, ma che ogni volta suscita emozione dell’arrivo, malinconia nella partenza e sognanti sorrisi [...]

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