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Dolce Dolcissima Parigi
By Claudia | December 17, 2008 | 5,422 visite

La strenua lotta tra le dolci e soavi leccornie francesi. Chi vincerà?
“….Appena mi sono trasferita a Parigi,
ho fatto una cena italiana con i miei coinquilini francesi.
Mi sono dilettata e pavoneggiata, naturalmente sono impazziti per il ragù !
Per la crostata invece, uno dei miei cavalli di battaglia, un mezzo accenno…..”
Ci credo, cara la mia Bianca. Il fatto è che una crostata (per quanto meravigliosa sia la tua eh) è così poco elaborata per un parigino. Banalità per un francese che è abituato a ben altre pâtisserie.

Certo, basta vedere come intraprendono la giornata. Calcolando che iniziano con una colazione a dir poco meravigliosa… figurarsi il resto!
La colazione dei francesi, petit déjeuner: minimo si parte con jus d’orange, poi café au lait accompagnato dalle ben note Briosches e Croissant, eventualmente pain au chocolat (brioscine piene di cioccolato), ma anche pane dolce farcito di uvetta, noci, canditi. Oppure semplicemente baguette e burro. Chiaramente baguette ancora calda e appena sfornata dalla boulangerie sotto casa!

Un trionfo di sapori e profumi. Questi luoghi di corruzione e perdizione, chiamati boulangeries e pâtisseries, buttano volontariamente in starda profumi ed odori che rapiscono, ammaliano, circuiscono ed impongono di entrare. Appena varcata la soglia, con quelle loro vocine suadenti
“Bonjour Madame! Vous avet choisex?..”
Come le sirene.

Sono stata forte, ho resistito. Per ben cinque, forse sette minuti prima di addentare. Avventurarmi, fotografare, scegliere con discrezione la preda, informarsi sulle peculiarità, il contenuto, la storia, gli ingredienti
“…Qu’est-ce que vous nous conseillez?..”
E poi, dare il colpo di grazia.

Una tranches di quella, un petit bout di quello, encore un petit peu di quell’altro laggiù. Nel mio elementare vocabolario francese non esiste il concetto c’est trop.
Sono corruttibile, facilmente corruttibile.
Ma mai come a Parigi c’è amore per il dettaglio e cura della presentazione del cibo.

Le vetrine di questi negozi sono avvenenti, bellissime. I parigini allestiscono ed espongono come si trattasse di alta moda, una sfilata. Anche quello che a prima vista sembra improvvisato, in realtà è abilmente calcolato. Riescono ad attirarti nelle loro spire, facendoti sognare ad occhi aperti e con le mani sulla vetrina come la piccola fiammiferaia.
Improvvisamente hai 5 anni e vuoi tutto quello che è esposto.
Stiamo trattando per l’appunto di cibo, un dogma. Sacro e venerato da tutti i francesi.

L’arte pasticcera che vale la pena di scoprire. Ma non possiamo dimenticare che che oltre alla pasticceria, c’è tutto un mondo meraviglioso di prodotti e dolci da panetteria.
Un truc à grignoter. Niente di più facile da imparare a Parigi.
Il pane e la stramaledetta panificazione: baguettes, flùtes, demi baguettes, demi pain, ficelle. Una svariata quantità e tipologie di pane: creatività, fantasia e abilità di unire semplici ingredienti, il misterioso mondo del pane. Ogni paese ha il suo elenco, di tradizione e mode, Parigi non è da meno. Sono come delle boutique del pane, un festival di farine. Pane scuro, bianco, croccante, morbido, speziato, saporito, a fette, pagnotte, panini, focacce, grissini….
Si potrebbe stilare un elenco di banalità su quanto è buono il pane, perchè non è roba da golosi, piace a tutti.

La svolta è stata Le Pain Quotidien. La scoperta, l’armonioso accordo tra la meraviglia della pasticceria e della panetteria. Qui si uniscono tradizione e innovazione: tutto altamente biologico ma con un gusto e una ricerca del particolare. E’ una catena di locali, dove il brunch assume un sapore ancora più delizioso: tutti i prodotti sono artigianali e fatti sul posto, esposti in ceste di vimini o su tavoli di marmo, si può portare a casa o gustare su tavoloni di legno in comune.
Il protagonista indiscusso è il Pane, ma propongono una miriade di altri prodotti sublimi, come marmellata, olio, tartine, salse…. sul loro sito c’è una accurata descrizione dei prodotti e dei menù che propongno. Da leccarsi dita e baffi.

Voglio vivere qui.
Vivere e morire su questi banconi di legno. Lasciatemi sepolta qui, con una fetta di tarte tatin in una mano e un café au lait nell’altra. Se il Ritz ha il Bar Hemingway , io voglio il mio tavolo qui. Il mio angolino dove venire a leggere, scrivere, mangiare e chiaccherare, sognare. Rigorosamente ogni giorno, con dedizione e costanza.
Intanto, mentre continuo a sognare, andiamo a fare l’ultimo apéro a Parigi. Almeno per quest’anno.

Topics: blablabla, ingredienti, photo, ready to eat, spore, still life, trasferta | 14 Comments »
















December 17th, 2008 at 3:10 pm
Anch’io Anch’io Anch’io voglio tutto Voglio Parigi….la mia regressione peggiora sempre più ;D
Un bacio
fra
December 17th, 2008 at 5:21 pm
Claudia,
post delizioso. Non come al solito – come si usa dire – ma MEGLIO!
Tutte le volte che mi trovo in Francia la colazione e’ cafe’, pain au chocolat e ad andar bene baguette au beurre. Cosa potrebbe esserci di meglio appena svegli???
Foto bellissime, e mi stupisco che i parigini non t’abbiano sfracellato i cosiddetti; io bazzico il sud, di solito, oppure volo a pie’ pari in Bretagna.
Per l’aperitivo, comunque, meglio del Midi non c’e’ nulla, altro che parigi. A pasticceria RULLANO, nella capitale, ma l’aperitivo serio se lo sognano!
Beh, detto da un pastis dipendente pero’ non e’ che valga molto, come affermazione
Ora che io mi sono saltato il Paris Photo voglio:
a) godere di questi post meravigliosi, per respirare un po’ tra il lavoro e lo stress del Natale
b) leggere AL PIU’ PRESTO un post della Claudia provenzale!
aïoli!!!
Ale-
December 17th, 2008 at 7:23 pm
Post bellissimo. Poco altro da aggiungere
December 17th, 2008 at 9:13 pm
Claudia, è una meraviglia questo post! Sono mesi che medito e fantastico su un ritorno a parigi e questo mini viaggio che mi hai fatto fare mi ha fatto benissimo! grazie! a presto
December 17th, 2008 at 10:12 pm
I really love the way you have captured Paris !
December 18th, 2008 at 12:59 am
Ciao claudia,
tutti tre i post su Parigi sono bellissimi, con colori, foto e racconti meravigliosi…ma questo sui dolci e i vari tipi di pane è straordinario…che perfezione di dolcetti che ci sono e i loro colori?
Anch’io mi aggrego a te a stare seduta lì sui quei tavolini a mangiare, scrivere, leggere e avere come scenografia quelle vetrine
Mi hai messo una voglia di partire che non ti dico!!!
Carla
December 18th, 2008 at 6:47 pm
Sono assolutamente estasiata dalla bellezza e dolcezza delle tue foto, il mio viaggio è programmato per maggio andrò a cercare quei tavolini di legno….
December 18th, 2008 at 9:55 pm
Che voglia di Parigi!!!
December 18th, 2008 at 11:05 pm
Meravigliose anche queste foto, brava brava brava… hai ragione, la pasticceria francese è da capogiro e Parigi è meravigliosa! A presto, buone feste! Silvia
December 22nd, 2008 at 12:21 pm
ciao bella..c’è un gingillo per te sul mio blog
December 29th, 2008 at 12:28 pm
vedo che ti stai divertendo molto , tanti auguri
December 30th, 2008 at 6:22 am
Come non invidiarti!
Ho ripercorso all’infinito tutte le tue immagini, come in un goloso carosello, cercando di decidere se preferisco la consistenza quasi eterea e zuccherosa di un macaron o una piccola gauffre( con cioccolato, è chiaro!) oppure una manciata di coloratissimi berlingots….
I francesi usano l’espressione “lèche vitrine” ed in effetti non potrebbe essere più azzeccata, chi non vorrebbe leccare quelle vetrine fino a consumarsi la lingua? Io certamente il rischio lo correrei….ho già la salivazione a 1000.
Tutto bellissimo, super brava!
January 2nd, 2009 at 4:54 pm
bellissimo…
November 23rd, 2009 at 6:06 pm
[...] pane che scioglierebbe anche il più cinico degli inappetenti. Susseguirsi di languide vetrine, dolce e dolcissima Parigi con sfumature e intonazioni abbastanza familiari per sentirsi a casa ma altrettanto sconosciute che [...]