gnudi ricotta e spinaci

Una ricetta dell’infanzia per capire il valore narrativo della luce nella fotografia.

Qualche giorno fa si è svolto il Food Camp a Milano presso Ryouchef, anche quest’anno ho avuto il privilegio di poter parlare di fotografia e della mia visione della food photography.
Ogni volta sono felice ed emozionata dell’opportunità di parlare del mio lavoro, soprattutto spero sempre di riuscire a trasmettere la passione fotografica oltre alla tecnica.

Il tema del workshop era sulle tecniche di illuminazione, più precisamente la gestione della luce nel set fotografico, ma soprattutto il valore narrativo della luce.

Come cambia la percezione della scena e del piatto cambiando lo schema di illuminazione?

tris

Non dobbiamo mai dimenticare che la fotografia è comunicare attraverso un’immagine un concetto, un’idea, una storia.

La funzione della luce nella fotografia non è solamente illuminare, attraverso la scelta della luce descriviamo la scena e l’atmosfera, per dare risalto al piatto e del soggetto principale.

Per l’occasione ho scelto una ricetta della mia infanzia proprio per cercare di rendere al meglio questa necessità di raccontare una storia oltre alla ricetta.

Gli gnudi di ricotta e spinaci sono un grande classico della cucina toscana e hanno accompagnato la mia infanzia: pomeriggi di inverno con le finestre appannate dal vapore della pentola che bolle sul fuoco, nel mentre mamma impasta gli spinaci con la ricotta sul grande tavolo di marmo in cucina.
In pratica, gli gnudi sono il ripieno dei ravioloni di spinaci senza la pasta intorno, per questo si chiamano gnudi, ovvero nudi!

Ogni volta che torno a casa li pretendo, perché come li fa la mamma, nessuno mai.

Gnudi ricotta e spinaci

450gr di spinaci freschi
250gr di ricotta
1 uovo
50gr di parmigiano grattugiato
50gr di farina
noce moscata
pepe macinato
sale

Sbollentate gli spinaci puliti in acqua salata, poi scolateli e strizzateli bene.
Mentre gli spinaci si raffreddano, mescolate in una capiente ciotola la ricotta con il parmigiano grattugiato, l’uovo, la farina setacciata, la noce moscata, il sale e il pepe.
Tritate con un coltello gli spinaci e uniteli all’impasto mescolando bene.
Realizzate tante palline di impasto di circa 5 cm di diametro e passatele nella farina.
Lessate gli gnudi in abbondante acqua salata e bollente, appena vengono a galla scolateli con una schiumarola.
Servite subito con un sugo di pomodoro fresco o con burro e salvia, abbondando di parmigiano.

mix

Il piatto è semplice e immediato, la storia da raccontare è complessa: da una parte la tradizione toscana in cucina, dall’altra l’emozione di un piatto dell’infanzia, nel mezzo la necessità di descrivere al meglio la ricetta. Ho tre opzioni per illuminare la scena, a parità di impiattamento e allestimento la scelta della luce determinerà cosa voglio comunicare con questo piatto.

retroilluminato

Retroilluminando e schiarendo con un pannello riflettente bianco ottengo un’atmosfera luminosa, che rende leggerezza alla ricetta e riesce a valorizzare la stagionalità. Mi immagino una grande finestra che illumina tutta la cucina e mi sembra di sentire il profumo del pomodoro e della salvia.

diffuso

Sparando la luce sul soffitto ottengo una luce diffusa, molto morbida con ombre leggere. Il piatto risulta chiaro, come tutti gli elementi che compongono la scena. Un’immagine molto didascalica che valorizza forme e colori, facendomi immaginare tutte le textures e consistenze degli ingredienti.

laterale

Grazie ad uno spot laterale molto basso, ottengo un’ atmosfera rustica con il focus sul piatto. Ombre lunghe e strisce di luce rendono il piatto tridimensionale e reale. Non vedo bene tutta la scena, ma questa atmosfera molto intima mi sembra quasi uno scatto rubato nell’angolo di una cucina.

Alla fine ho scelto proprio questa atmosfera rustica, perché si sposa molto bene con il piatto e la storia che volevo raccontare, un gioco di luci e ombre di cui sono fatti i ricordi e le tradizioni.

E voi cosa ne pensate?
Quale avreste scelto?

Ps: grazie alla cara Anna per lo styling e il supporto fisico e morale :)