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Problemi di surriscaldamento?
Il forno è ottimo per questo…

Oggi è di quelle belle giornate inutili dove non c’è niente da fare, se non aspettare che si asciughi lo smalto su mani e piedi, un pomeriggio lungo quanto un giorno senza pane.

Manco a dirlo l’inverno è passato: il cambio armadio è già stato fatto, a maggio ho piantato pomodori e zucchine ed ho tirato fuori dal ripostiglio il tritaghiaccio in vista dei primi smoothies.

Parrebbe tempo d’ estate…

Sarà mica un po’ di caldo a placare la mia irrefrenabile passione del panificare?

Questi sono gli ultimi istanti, le ultime occasioni prima che l’afa meneghina mi faccia passare definitivamente la voglia di cucinare.
Ché non vogliamo spara’ le ultime cartucce??

Ignoro cosa sia un carburatore,  mi scordo sempre di dividere i bianchi dai colorati e riesco a far morire persino le piante grasse.

Ma ho il pollice dolce, datemi un grammo di farina e la farò lievitare.

Il forno poi, ha un potere terapeutico: anche solo il rumore della ventola appena acceso… ha l’effetto di un mantra.

Ogni ricetta da forno, prevede un infornare a preriscaldato. Quindi si ipotizza che almeno metà della preparazione del piatto venga fatta con il forno acceso in sottofondo che inizia a riscaldarsi.
Oggi ho capito perchè.
La disciplina zen dell‘impastare è da accompagnarsi al suono del forno, come le campane tibetane durante le preghiere.

Quel suono cupo, sordo, profondo. Altro che il forno a microonde o qualche macchina per il pane.

Mai provato a cucinare da soli, per noi stessi e nessun altro, solo per il nostro prezioso diletto? In questi casi, il forno è meglio della radio.
La ricetta? E che ne so… si vanno a perdere nella notte dei tempi. La verità di questo pane al rosmarino e uvetta è che oramai lo faccio ad occhio: i polpastrelli per sentire la giusta consistenza, il naso per la cottura.

Gesti certi, silenziosi e continui che si sbagliano solo quando ci si ferma a pensare. Poi comunque vada, c’è sempre la telefonata a casa: lei sa sempre tutto.

Mentre aspetto accanto al forno in cucina, con una birra gelata e i piedi sul piolo della sedia, mi do lo smalto e ripenso a questo forno.
Passo in rassegna tutti gli esperimenti, prove, fallimenti e tentativi..

Fare il pane un pomeriggio di giugno?
Climaticamente impegnativo.

Ah ma so che ci ricadrò, come potrei mai resistere…