baci-rubati

In un pomeriggio di una bella giornata inutile.

Un pomeriggio riflessivo e casalingo, anche se fuori c’è il sole e il vento livornese che prendono a schiaffi: arriva la primavera, ed io sono a casa con la mia mamma.

Obbligatorio.
Quando uno manca da tanto e torna per cataclismi familiari è d’obbligo rimanere tra queste quattro mura e ricomporre i pezzi.

E’ in atto un vero e proprio cleaning domestico, si svuotano cassetti, si sistemano armadi.
Pulire, sistemare, riordinare.
Si butta il vecchio, si fa posto al nuovo, si santifica quel che vale.

Il sole filtra dalle tende e le finestre a volte sbattono.
E’ PRIMAVERA

Niente di più stimolante: l‘arrivo imminente della primavera, il sole che scalda ed una casa ricca di occasioni.
Ma manca qualcosa.

Nella frenesia del pulire e sistemare, quella catarsi che cerca di ripulire anche i ricordi…..

Innegabile: c’è la frenesia del non pensare, il cercare di non accorgersi che mancano quel lungo sonnecchiare sensuale sul bracciolo del divano in salotto, il vigile nascondersi dietro la porta dell’ingresso ed osservare, il trotterellare verso il letto in certa condivisione,  l’ambito cuscino mattutino sulla seggiola in cucina con eventuale colazione insieme.

Le fusa, gli sguardi, le sensazioni, il calore.

Ma è primavera, il sole filtra e il vento sbatte.
C’è una casa da sistemare.

Tra le mani ci giunge inaspettato il vecchio libro di ricette della zia.

Alcune scritte a mano, altre scritte a macchina… impolverate e ingiallite, con la carta spessa e ruvida.
Il dolce ed il salato si confondono tra le pagine, un po’ come ci sentiamo noi.

Oggi non c’è dubbio, la mia mamma ha bisogno di coccole.
Banali, dolci e semplici coccole…. e tanti bacini.


Un bacino anche a te amore mio.
A presto.