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Tutto quello che si può scoprire in un solo giorno girovagando per Parigi.

Ma partiamo dall’inizio. Parigi, sempre Parigi solo Parigi. Di scuse ce ne sono sempre per andare stare mangiare… Quante volte?
Banale? Scontato?
E’ stata diversa stavolta?
Diversa location, diversa ambientazione diversa ospitalità.
Nuove occasioni
.
E soprattutto per una volta provare l’ebbrezza di essere ospitata nel 16 arrondissement. No aspetta, forse era il 18 arrondissement ?

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paris

Amore non mi guardare così con quel musino. Allora è vero…. non ho capito ancora nulla!
Ma il bello è tutto li.

Beata ignoranza.
Riuscire ancora a girare con la vena esplorativa dell’ignoto ma una certa tranquillità e fermezza di una superficiale conoscienza della città.

Dunque dunque,  mai provato l’ebbrezza di arrivare a Parigi, carica di valige speranze e sonnolenza areoportuale ed arrivare alla fermata del metrò di Barbès – Rochechouart quando l’Algeria ha appena vinto la partita?
Dopo questo, c’è mastercard.

L’aria fresca invernale, la luce della ville lumiere, la preziosa accoglienza di Bianca, dormire con il gatto sul divano, il parquet rumoroso…. risvegliano assopiti e quasi dimenticati ricordi fotografici che si perdevano nella notte dei tempi. E mi ritrovo a cercare di fare foto già viste e omaggi solo per provare l’ebbrezza del momento.

omaggio
Sarà mica stato il fugace e fortuito scontro al 104 di rue d’ Aubervilliers?
Basta trasformare l’enorme ed antico mortuario parigino in un laboratorio d’arte di tre piani, gratuito, con trenta atelier e 40mila metri quadri e magari mettere all’ingresso una vecchia macchina di fototessere in bianco e nero. Irresistibile.
Imperdibile, indimenticabile.

104

Ma non perderò certo di vista lo scopo primario della permanenza parigina,non sia mai. Inutile fingere, siamo qui per magiare, scrutare e assaporare Parigi.

Dunque si diceva santa ospitalità di Bianca e le cene improvvisate  nella dimora a Barbès – Rochechouart, 18e arrondissements de Paris.
Ed anche stavolta è un attimo: esiliati gli innumerevoli buoni propositi di cultura e società preposti prima della partenza, per far sfumare tutto serve saussisson, baguette e fromage.

mix chez bianca !

Basta davvero così poco?
Si.
Un pezzo di baguette e un pezzo di saussisson innaffiato di vino per sentire una musichina che risuona nelle orecchie, e la mattina dopo ti fa alzare con un dolce pensiero martellante: Paris Pret a Manger.
Ottimo.
Tutto ricomincia.
Che il delizioso scempio abbia inizio allora.

bonjour

Sole, scarpe comode, fame ancestrale, borsa capiente, occhi ingordi. Serve altro?
Al bando capillari cartine e indicazioni puntuali, Parigi è pur sempre Parigi: a nulla servono info dettagliate sul dove e come… ci si perde nel dolce girovagare perchè è giusto così, c’è sempre un nuovo angolo è da scoprire ed ogni tarte au citron ha una sapore dieverso, sempre nuovo sempre meravigliosamente arrendevole.
Come la prima volta.

mix

Abbagliata dalla quatità di zucchero e chocolat assimilata nelle prime ore del mio girovagare, ho avuto la visione. L’apparizione e la successiva conversione allo shopping compulsivo è avvenuta al 13 Rue Montmartre, precisamente Mora, l’équipement au service de la gastronomie.
Solo chi ha dentro di sé un’anima da vero foodie può capire cosa si prova: scaffali su scaffali di pirottini, atrezzi, teglie, spatole, di ogni forma colore e dimensione. Il paradiso dei muffin, il regno dei coltelli, la prateria delle decorazioni possibili. Solo chi c’è stato sa e non torna più indietro.
Beata ignoranza.
Tra quelli scaffali ti senti al centro del mondo pronto ad intorrogare l’oracolo sul tuo futuro, con riverenza mista a timore promettendo di fare del tuo meglio per essere all’altezza di tutto quel ben di Dio.
E’ una promessa, ed io l’ho fatta davanti al reparto dei pirottini di carta per muffin, correndo poi a festeggiare l’avvenuta conversione e sigillando il voto alla patisserie all’angolo.

Datemi una crepes dolce e vi solleverò il mondo.

patisserie
Che fare adesso? Il fato fortuito e benevolo mi ha portato qui, la mia missione rimane esplorare la Parigi pret a manger. Più facile a dirsi che a farsi. Le strade della zona pullulano di traboccanti ed invitanti vetrine, il sole che si riflette sulle vetrate rende il tutto ancora più mistico e arduo nella scelta.
Non bisogna perdersi d’animo, continare ad esplorare e perlustrare per poi essere degnamente e debitamente ripagati.
E di colpi di fulmine ce ne sono stati.

Il primo è  lento, quasi silenzioso, al 62 Rue du Faubourg Poissonnière, con una grande vetrata che incuriosisce ed invita a sbirciare.

 5 Fruits et Légumes chaque Jour

Siamo al 5 Fruits et Légumes chaque Joural: banalmente sottovalutato ad una prima occhiata, si è rivelato un interessante bio-alimentare parigino: si può mangiare sui tavoloni in legno, chiedendo ospitalità a chi è già seduto oppure portare via.
Il menù è scritto fuori col gesso ma anche dentro sul muro. Si va dalla pasta al dessert, tutto bio bio bio, visibilmente in accordo con vegetariani e soprattutto fatto proprio li, dietro al bancone con la cucina a vista.
Il packagin è semplice, immediato e tutto è conservato in grossi frigo accanto ai libri da sfogliare. Ce ne sono altri più o meno piccoli in giro per Parigi, si riconoscono dall’insegna nera e arancione con un enorme 5.
Imperdibile:  panna cotta + tazza di
té.

5 Fruits et Légumes chaque Jour

Per il secondo colpo di fulmine bisogna arrivare al 3 rue de rochechouart per incontrare Aurore et Capucine: storica ed irresistibile pasticceria dove perdersi tra nuvole rosa e viola di meringhe di fiori, dolci di violette, lumini zucchero a velo e un regno di fate. Sconsigliato ai deboli di cuore e favorito per le delusioni amorose.
L’unica ardua impresa oltre a resistere alla tentazione di assaggiare qualsiasi cosa, sopravvivere alle ire della proprietaria non avvezza ad essere fotografata.
Imperdibile: meringa rosa + biscottoni al cioccolato

aurore capucine

Terzo colpo di fulmine, direttamente al cuore.

Abbandonate ogni speranza voi che sbirciate da questa finestra al 46 Rue des Martyrs, questo è un degno rivale del mio già ben noto oggetto di desiderio Le Pain Quotidien

Chissà chi vincerà?

rose bakery

Si tratta di Rose Bakery: piccolo panificio, ristorante biologico aperto solo a pranzo, pareti bianche e grossi tavoli dopo il bancone, accolti tra la frenesia di grembiuli bianchi che escono dalla cucina e clienti che si affollano all’ingresso. Tra il british e il francese proprio perchè gestito da una coppia francese-inglese.
Bingo.
La proposta è vastissima, dolce e salato, assiette e tarte, poi verdura fresca, prodotti già confezionati, biscotti, marmellate….. Se si riesce a trovare un tavolo llibero è fatta. Altrimenti si può tranquillamente prendere e portare via.

Imperdibile: tarte au citron

rose bakery mix

Ed io quella tarte au citron non me la sono certo fatta scappare.
Ho lottato.
L’ho sognata, agognata, presa e portata via. Fuori, su una panchina, perchè era giusto così.

Pret a Manger.

tarte
L’ho gustata ed assaporata, pienamente goduto delle mie aspettative, ho tratto le mie conclusioni di quel delicato cotrasto tra aspra dolce cremosità e croccante fermezza. Golosa metafora di vita.
Niente a che vedere con  la regina di tutte le dolcezze, nostra signora tarte tatin: di grande amore ce ne è uno, ma la suddetta tarte au citron ha risvegliato antichi e nuovi sapori.

Non rimane altro che correre a sperimentare.

tarte

tarte au citron

per la frolla

  • farina 300g
  • uova 2 intere
  • zucchero 150g
  • burro 200g
  • sale qb

per la crema

  • limone: scorza grattugiata di 2 limoni + succo
  • zucchero 100g
  • uova 2 intere
  • farina 1 cucchiaio
  • crème fraîche 150gr

preparazione:

Per la frolla è sempre la stessa storia: burro morbido a cui unire zucchero, un pizzico di sale, poi le uova e la farina. Lavorare velocemente con le mani, fare una palla e lasciarla riposare in frigo per un’ora avvolta nella pellicola.
Per la crema sbattere le uova, aggiungere zucchero, poi scorze, succo e crème fraîche continuando a sbattere. Mescolare con cura ed accortezza anche la farina setacciata evitando di creare grumi

Stendere la sfoglia della frolla alta 1 cm, foderare una teglia e bucherellare con la punta della forchetta. Infornare a 180° C preriscaldato per i  primi 10 minuti. Versare la crema e continuare la cottura per altri 10-15 minuti.

Questo solo in un giorno non propriamente pianificato.
Parigi è sempre Parigi.