torta-mele

Niente di strano, è solo una torta di mele.

Predatore raffreddato che si aggira per casa ciabattando, con la tazza fumante di caffé accanto al letto, libri e giornali a terra e vestiti buttati sulla poltrona nera. Posacenere da svuotare, ancora poca caffeina in corpo.
Buongiorno, oggi è il mio compleanno.
Previsto, usuale. Ma pur sempre il mio compleanno.
Piove? Tzé…. Vedremo.
Non ci faremo certo trovare sprovvisti.

Oggi è il mio compleanno.
Sante parole.

mangia mele

Sbucciando mele ancora in pigiama, con le tapparelle della cucina socchiuse, sotto le coperte ancora si sonnecchia: metre penso alla riproduzione delle lumache, si inizia la colazione.

Ah si, essere dipendente è una scelta che costa. Mangia-mele di ben nota fama, avvicinandosi in tenera età a degustazioni del tutto personalissime e autogestite di svariate tipologie di pomi d’oro, niente a che spartire con Biancaneve, schiava del mio Mac, con imprese e intuizioni ben più basse di quelle di Newton e Guglielmo Tell, lontana dal biblico senso di colpa, il mio unico scopo in questo momento è solo un morso.
Di torta di mele, naturalmente.

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Madre di tutte le torte, inflazionata, declassata, rivisitata, stuprata, banalizzata. Anche se ormai ovunque rintracciabile, mai veramente riproducibile.

Potevamo stupirvi con mirabolanti stratificazioni cremose, perfetti corazzamenti glassosi e architetture protese verso alte vette. E invece no.

L’emozione sarà come quella prima fetta?
Dolcemente croccante sotto e lucidamente morbida sopra, il giusto esaltante grado zuccherino unito alla calda e umida compattezza della mela cotta il giusto.

torta di mele

Da mangiare con la forchetta, lentamente.
Questo è food porn. Ore liete caro mio! Quindi mi prendo tutto il tempo necessario, in fondo oggi è il mio compleanno.
Ribadisco il concetto, non voglio trovare nessuno impreparato.

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torta di mele

L’orgoglio della curva di questa fetta mi assale. Ne vuoi un’altra fetta?

Vorrei sottolinearlo, oggi è il mio compleanno. Abbi pazienza, prendine un’altra fetta: allora com’è? Che ne pensi?
Esegesi mattiniera di una torta di mele. Se con un gonimetro potessi misurare l’alzata precisa del sopracciglio direi sonnolenza mista a stupore.
Fugace perplessità, veloce assaggio, breve sospiro: mmm….bona….

Eh si, beato te. Bei tempi quelli dell’ignoranza culinaria: tutto era così facile, tutto sembrava così meraviglioso con un po’ di burro e po’ di nutella. Adesso il gioco si fa difficile. I misteri degli amori pericolosi, efferati omicidi e annunciati suicidi gastronomici. Dovrebbero dirlo, attrazione fatale. Dovrebbero avvertire,  può creare dipendenza.

torta di mele

Suvvia, quale migliore occasione per non tentare di smettere? E’ il giorno in cui è concesso tutto oppure no?
Bigliettini sulla porta di auguri, regalini e sorpresine, amici e parenti ti chiamano, sconti e promozioni via mail di chissà quale newsletter a cui ti sei iscritto, lo spumantino coi colleghi a pausa pranzo, la voglia incensurabile di festeggiare sorridendo beffarda sul tram ad ogni sms che arriva sul cellulare, coccole e soprattutto dai oggi decidi te tutto quello che vuoi.

Aspettando il culmine dei festeggiamenti, iniziamo allora questa splendida giornata nel migliore dei modi.
Mi basta un morso.
Per adesso.

Mentre il telefono inizia a squillare mi diletto a tentare di riprodurre la prima grande emozione della prima fetta.

Ci sto lavorando.

La ricerca della torta di mele perfetta prosegue.
In fondo oggi, è solo il mio compleanno, cosa altro ho da fare?

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