crostata-more

Dolci e amari risvolti di una calda casa con le finestre grandi.

Piove.
Amara e cruda realtà: è inverno. Inutile girarci intorno o indorare la pillola, fa freddo e piove.
E’ buio… è arrivato il letargo.

Ed io dov’ero? Perchè non mi sono preparata? Dov’è la mia scorta di biscotti, miele e marmellate per l’inverno?

Io proprio me lo aspettavo.
Ah già, inseguivo il sole in giro per l’italia, con una forchetta in mano e la macchina fotografica nell’altra, sempre di corsa a fare e disfare la valigia. E di colpo sono rientrata in questa crudele realtà, fatta di grigio e vento, cappotto e sciarpa.

Ma questa è un’altra storia.

fuori

Fuori piove.
E’ appurato, inderogabile, visibile e incontestabile. Niente passeggiate lungo il naviglio o giri in bicicletta e vento tra i capelli, solo casa. Una grande casa con enormi finestre sul cortile, un tiepido rifugio momentaneo dove lasciar trascorrere le ore, magari alla finestra guardando la brina e pioggia che scende. Un posto per stare beatamente al sicuro mentre fuori piove.

Perchè si, fuori ancora pioggia ed io sempre qui, dentro una casa.

Ma cosa si può davanti alla natura, al susseguirsi delle stagioni e alle decisioni del cielo?

top

Eh, un bel po’ di cose interessanti si possono fare. Fare merenda per esempio.
Semplice, veloce e indolore.

Ah fiumi di marmellata, soave glucosio, malleabile zucchero che arriva direttamente alla corteccia cerebrale e rilascia le tanto ambite endorfine.

Ecco cosa mi serve: un barattolo di marmellata che mi traghetti delicatamente verso il consapevole letargo invernale.

Quindi il piano strategico è questo: calda crostata di more, occhi sbarrati e testa sognante in preda al dolce delirio glicemico, assaporando la pioggia davanti alla finestra.

mix

Crostata di marmellata di more

  • marmellata di more di fiducia 1 barattolo
  • farina 400 gr
  • uova 4
  • burro 250 gr
  • zucchero 200 gr
  • limone 1
  • sale 1 pizzico

Ammorbidire il burro a temperatura ambiente o sul termosifone ( che non avrete preventivamente acceso a temperatura tropici, per poter girare in magliettina per casa contribuendo al surriscaldamento globale poiché suvvia noi siamo ciòfani e cerchiamo l’estate).
Solita farina a fontana sul tavolo di cucina, uova al centro con buccia grattugiata del limone, zucchero, sale e il burro morbido. Prima con una forchetta, poi con le mani, amalgamare gli ingredienti. Impastare fino a che il tutto non risulta morbido. Impacchettare nella pellicola e lasciare in frigo per 30 minuti.
Nel frattempo imburrare la teglia con cura certosina.
Stendere la pasta col mattarello, sottile 1/2 cm. Foderare diligentemente la teglia e tagliare via la pasta in eccesso con un coltello. Bucherellare con la punta della forchetta la base. Versare il quantitativo di marmellata più adatto al vostro umore e alle necessità psicofisiche del momento.
Rimpastare velocemente i ritagli di pasta, stenderli con il mattarello infarinato: con coltello e matematica precisione, creare tante striscioline larghe 1cm per decorare la crostata.
Infornare a preriscaldato 180°C per 20 minuti circa. Quando si sente l’odore di buono è pronta.

close up

Sembra che funzioni.

Scende la pioggia inarrestabile e la crostata si sta raffreddando di la in cucina, in tutta la casa aleggia e si diffonde il suo dolce profumo. Lasciare riposare e raffreddare è d’obbligo, pena scomunica e ustione laringofaringea. C’è qualcosa di più tremendo di una crostata che si rompe sul più bello o rimane attaccata quando è pronta per essere mangiata?

Fuori piove e fa freddo,  intanto io faccio merenda e gioco con Marianne mentre aspetto….

la [fu] pyondi