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Appagate i vostri sensi perdendovi per le strade di Barcellona.

Ancora Barcellona, sorprese e stupore nel vagabondare senza meta per le strade della città. Fortemente sconsigliato il pianificare e organizzare cosa c’è da fare e vedere. Meglio cimentarsi in un serio e costante peregrinare, per lasciarsi travolgere dagli eventi.

Difatti qui è sempre tutto imprevedibile, se non mi fossi  trascinata a caso per le vie,  me lo sarei proprio perso.
Ah beato girovagare
!

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preparando

Calçotada

Una mattina, sperimentando le strade intorno a casa, segnale di brace e avvisaglie di vociare dal fondo della via.

In modo del tutto inconsapevole e innocente, stavo andando incontro ad una delle tradizioni più diffuse e famose in tutta la catalogna, un rituale stagionale che unisce e riunisce: cultura popolare, cipolle e mangiare in strada.

Mi avvicino lentamente e nuvole di fumo bianco e fragrante mi avvolgono e si alzano in cielo: habemus cipolle alla brace!

Inebriante richiamo.

Mai sentito parlare della La Calçotada Popular?
Questa è la mia prima volta.

“….Tipo dei cipollotti cucinati alla brace…”

Detta così non fa un grande effetto. Ma per chi come me, fa parte dei devoti a Nostra Signora Cipolla, anche solo valutare la possibilità improvvisa di gustare cipolle alla brace in strada, con una bolgia di perfetti e spagnoli sconosciuti…. beh, ha del meraviglioso.

Calçotada

Appagnate i sensi con questa strana gioia di cucinare insieme per strada, lo strabordante cibo di quando si mangia in tanti per una festa, la lunga fila di tavoli di plastica bianca direttamente in strada, le reti dei letti trasformati per l’occasione in enormi e perfette griglie. Si gozzoviglia tutti insieme, tra birra e brace.

Cipolla è l’ingrediente, il collante di questa occasione. Mai più senza. Prevedibile? Esiste nella vita reale o immaginaria qualcosa di più economico, saporito e reperibile della suddetta cipolla? Osannata dalle cucine tradizionali, ha adepti in tutto il mondo poichè coltivata ovunque.

Quindi evviva la cipolla e i suoi fratelli tutti.

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Preparare, guardare, chiaccherare, bere, cucinare, mangiare: ognuno ha il suo preciso compito. Anima e corpo intrisi di fumo e birra, mani e braccia nere di cenere, gli odori e le facce nuove: di nuovo magia di mangiare in strada.

aspettanto

Ma di preciso, cosa sono questi calçots?

Cipolle fresche, coltivate in modo particolare, perfette per lo scopo della giornata: cotte intere, sulla brace, per una eccellente grigliata vegetariana.

Ho visto questi cipollotti uscire dal fuoco coperti di cenere, ancora caldi e  fumanti. Ho ammirato il poderoso atto di eroismo maschile (detto probabilmente testosterone o gagaronaggine) dello sbucciarli a mani nude. La delizia si compie tuffandoli nella Salsa Romescu, sempre in assoluto rispetto della tradizione locale. Questa salsina è a base di mandorle, pomodoro, aglio, peperoni e naturalmente fiumi d’olio.

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Ecco tosto la ricetta e il modus operandi per realizzare una perfetta calçotada popular, estrapolata da rare e impagabili coversazioni in lingua ignota, tra lo spagnolo il portoghese e l’italiano.

Calçotada e Salsa Romesco

  • cipollotti spessi 1 decina
  • sale
  • pepe

per la salsa

  • pomodoro 3 maturi
  • pane raffermo 2 fette
  • aglio 3 spicchi
  • peperoni rossi 2 grandi
  • mandorle 20-25
  • aceto 2 cucchiai
  • olio extra vergine 6 cucchiai
  • sale
  • pepe
  • paprika forte
  • acqua

30 minuti di cottura alla griglia per le cipolle. Nel frattempo preparare la salsa. Abbrustolire pane, aglio pomodoro e peperoni, tostare le mandorle in una padella antiaderente. Ammollare il pane in acqua e aceto. In un frullatore o in un mortaio (a seconda della vostra pazienza) mettere tutti gli ingredienti, aggiungendo paprika, sale e pepe. Mescolando aggiungere olio fino ad ottenere un composto fluido e liscio, senza grumi.
Appena trascorsi i 30 minuti di cottura cipolle, taglaite gli estremi dei filamenti della radice e iniziate a sbucciarli eliminando la parte esterna, carbonizzata.
Ancora caldi, tuffateli nella salsa tiepida. Mangiare con le mani.

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