Piccola guida, breve ma dettagliata, su tutto quello che è possibile mangiare a Lisbona in quattro giorni. O meglio, tutto quello che io sono riuscita a fagocitare. GNAM !

Sebbene Lisbona sia una delle città più sicure d’Europa, ci sono dei quartieri dove è necessario essere prudenti, soprattutto nell’ora di pranzo o cena.
Il profumo di crema si sparge per tutte le vie del Barrio Alto, e si mescola misticamente e perfettamente col profumo di pesce al forno che esce dalle finestre.

Deve essere colpa soprattutto della brezza di Lisbona, il venticello che mescola e rimescola i profumi…. il cielo blu, le casette colorate…. Un vero e proprio delirio dei sensi !

Credo che il proverbio IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO sia nato in Portogallo. Precisamente nelle viuzze del Chiado.
La prima mattina a Lisbona è stata onirica: vecchi taxi color panna, Tram che si arrampicano nei vicoli, ma soprattutto la brezza che ti pompa nel naso questo odore di CREMA.

Crema.

Crema.

Crema…..

Pastel de Belém
….un classico!

Non si può non amare questo tortino pieno di crema. Fa tanto turista, lo so. Ma ne vale la pena, un’oretta di fila per poter assaggiare l’originale.
Rigorosamente a Belém.

Su iStock c’è gran parte del repertorio dolciario-cremoso che ho diligentemente fotografato prima di assaggiare. Classici biscottini da colazione, brioscine candite, spuntino di rinforzo, sfogliatine giganti, muffin, bomboloni…..l’ideale per sdraiarsi su una panchina e non rialzarsi più, rimanendo in preda alle dolci allucianzioni peristaltiche.

Ogni vetrina è stata mia: come un cecchino, avvistavo, puntavo e colpivo. Chiaramente mangiavo eh.

Per i miei compagni di viaggio sono stata gioia e dolore: la gioia di fermarsi e provare ogni sapore, il dolore di dover aspettare la foto prima dell’assaggio.

Nel mio vagare tra una pasticceria e l’altra, FABRICO PROPRIO è stata la luce in fondo al tunnel. Un libro dedicato alla pasticceria portoghese “O design da pastelaria semi-industrial portuguesa” . Una sorta di encicolpedia dolciaria, molto attenta al design del prodotto tradizionale portoghese. Duecentonovanta pagine dove sono descritti e analizzati tutti (e sottolineo tutti) i dolci della tradizione portoghese. Una novantina di dolci con foto a grandezza naturale, ingredienti, cenni storici, curiosità…… Sul sito c’è anche un video per sfogliare virtualmente il libro!

E questo solo per descrivere cosa propone Lisbona per colazione o dessert.
Non mi addentro nel capitolo SALATO, non c’è stato abbastanza tempo di gustarlo in maniera approfondita.
Rimandiamo al prossimo viaggio.
Chi viene con me per fare da cavia??